DAL 1936 AL 1981


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Nata a Pisa il 20 dicembre 1936, unica figlia di Virginio Bianchi, pittore, e di Enrica Biagi, insegnante, trascorre a Massarosa i suoi primi 20 anni.

Rarissime le occasioni di evasione dall’ambiente, tolta la parentesi relativa al passaggio del fronte bellico, durante il quale la famiglia si trasferisce nel paesino di Montigiano, sui colli che sovrastano il capoluogo.

Di solito, soltanto le ore dedicate alla scuola, segnano l’unico punto d’incontro con i coetanei.
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A Viareggio, frequenta il Liceo Scientifico. Conseguita la Maturità, si iscrive alla Facoltà di Lingue presso l’Università di Pisa ma ben presto sospende gli studi per contrarre un matrimonio ostacolato dai genitori.

Nel 1957 lascia la casa paterna per seguire il marito a Lucca, dove, per altri 20 anni, si dedica esclusivamente ai figli e ad una modesta attività commerciale nel centro storico della città.

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Tutte le poesie scritte in questo periodo e conosciute soltanto da pochi intimi amici, vengono consapevolmente ed accuratamente distrutte.

Nel 1970, il padre muore, lasciando una pregevolissima produzione di opere pittoriche, quasi interamente sconosciuta al pubblico ed alla critica.

Responsabile di cose che, alla luce delle esperienze acquisite, assumono nuovi significati e le fanno scoprire nello scomparso una identità diversa da quella da lei conosciuta, Alberta Bianchi si impone di valorizzare l’opera del padre, cercando di conciliare nuove attività con le solite, quotidiane mansioni.

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Con il passare del tempo, la situazione diventa però insostenibile e si rende necessaria la scelta di un altro modo di vivere.

Ceduta la piccola azienda, nel 1976 torna a Massarosa con la madre e con i tre figli. Taglia ogni legame con il passato, cambia lavoro e abitudini.

Presso la casa paterna, crea l’Associazione Artistica “Virginio Bianchi” e si fa promotrice di varie iniziative culturali, rassegne di pittura, premi di poesia.

Tra colori di tavolozze e quelli della stupenda campagna versiliese, che finalmente ha modo di scoprire in tutto il suo fulgore, torna prepotente il desiderio di scrivere versi, che, letti ed apprezzati, le procurano riconoscimenti e vengono pubblicati più volte.
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La sua prima raccolta, intitolata “NODI DI VITE” e pubblicata nel novembre del 1981 nella Tipolito Zappa in Sarzana, dall’editore CARPENA, oltre ad essere una testimonianza dei profondi legami che la uniscono alla sua terra e ai suoi affetti, vuol essere un ulteriore omaggio alla memoria del padre, alcuni delicatissimi “schizzi” del quale, sono stati scelti dall’autrice medesima come “illustrazioni” per le liriche presenti in questo “primo passo” importante nel mondo dell’editoria.



P.s.
Per conoscere l'identità dei bambini in fotografia, figli
di A.R.Bianchi, basterà fare clic sopra le immagini e apparirà l'ingrandimento della foto con i nomi e la data di nascita di ciascuno di loro.



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