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Alberta Rossana Bianchi, dopo le esperienze acquisite anche a livello nazionale con l’organizzazione di manifestazioni artistiche e letterarie e, nel 1980, con le celebrazioni per il decennale della morte del padre, comprendenti due grandi mostre antologiche delle opere di V. Bianchi (la prima a Carrara e la seconda a Massarosa) ed un importante PREMIO LETTERARIO, denominato INCONTRO CON MASSAROSA, nel 1982 si trasferisce a Viareggio, dove, per potenziare le attività dell’Associazione, apre un CLUB per artisti chiamato GRAND’ANGOLO, con una vasta sala e quattro ampie vetrine , molto indicato per le esposizioni di pittura e scultura. (Immagine correlata) Per i due anni che seguono, nel locale si alternano varie mostre d’arte con presentazioni di libri di poesia e gemellaggi artistici con associazioni provenienti da altre città. Ultimo, in ordine di tempo, uno scambio con il CENTRO LETTERARIO DEL LAZIO, che consente agli artisti della “V.Bianchi” di esporre a Roma in Via Merulana, quindi ai colleghi romani di presentare le proprie opere a Viareggio. Tutte le manifestazioni di questo periodo,vengono patrocinate da vari Comuni , e dalle relative Province nel cui territorio vengono effettuate, ottenendo il consenso delle Autorità, tra le quali ci sembra doveroso ricordare almeno gli scomparsi GIOVANNI FRATI (Sindaco del Comune di Massarosa) e il Sen. PAOLO BARSACCHI (di Viareggio). Contemporaneamente, Alberta Rossana collabora con l’ASSOCIAZIONE ARTISTI VERSILIESI, stringendo rapporti di grande amicizia con la Presidente LUISA CELLAI e con il pittore GIANCARLO VACCAREZZA. Frequenta inoltre la pittrice e poetessa MARISA PRIORI, il giovane pittore RICCARDO BREMER, la scrittrice ROSARIA BERTOLUCCI e ARIADENO BERTACCA con la moglie JON VASSALLE; i poeti RAFFAELLO BERTOLI e DINO CARLESI, il critico d’arte NICOLA MICELI, il giovane LODOVICO GIERUT e il Prof. PAOLO BARACCHI, Direttore di ECO D’ARTE MODERNA . Nel CLUB espongono pittori e scultori giovanissimi che diventeranno molto noti, come ad esempio MASSIMO PELLEGRINETTI, e il locale è frequentato e conosciuto da artisti provenienti da tutta la regione. Un periodo denso di attività e di grandi soddisfazioni: dall’EXPO-ARTE di Bari nel 1982 alle mostre allestite in molte località della Versilia e della Toscana; alcuni viaggi importanti su e giù per l’Italia e un breve soggiorno a Londra, che rappresenta un’esperienza indimenticabile. ( Ne verrà tratto anche un racconto –MARTEDI’ GRASSO SULL’HIGH GATE-, premiato dal concorso “Racconti di Carnevale”) I figli crescono, belli e sani. La madre, anziana ma ancora autosufficiente. La poesia, compagna fedele che consola , arricchisce lo spirito e regala tante amicizie! Ma nel 1984, dopo la manifestazione a Roma, l’energia e la salute della Bianchi iniziano a cedere. Un’ulteriore impegno, l’apertura di una piccola galleria nel centro di Viareggio, aggrava anche economicamente le condizioni di Alberta Rossana, che dopo pochi mesi, è costretta a chiudere il GRAND’ANGOLO. Però, il dispiacere di dover abbandonare quel locale che rappresentava per la donna il coronamento di ogni ambizione, unito alla fatica di un trasloco complicato ed eseguito sotto una pioggia insistente, fanno ammalare gravemente A.R., la quale rifiuta di ricoverarsi in ospedale e tenta disperatamente di salvare il salvabile. Purtroppo, il proprietario della nuova galleria, non è disposto a dilazionare il pagamento dei canoni d’affitto; così, ben presto, anche questa viene chiusa. L’inverno di quell’anno 1985 è molto duro per la neve ed il gelo che fanno aggravare le condizioni fisiche di A.R. Un periodo davvero difficile, per la nostra poetessa, la quale, appena ristabilita, si rifugia per alcuni giorni in Lombardia presso persone di Milano e di Monza, dove spera di trovare un nuovo lavoro o nuovi contatti utili. Conosce galleristi e giornalisti :potrebbe venirne fuori qualcosa di buono. Ma, nel frattempo, un’alluvione allaga uno scantinato di Torre del Lago dove, provvisoriamente, la Bianchi ha collocato i mobili ed ammassato i pochi quadri rimasti di sua proprietà; inoltre la giovanissima figlia Barbara viene improvvisamente operata per un’appendicite, così ella deve correre di nuovo a Viareggio, disperata per questo accanimento del fato contro di sé ed i suoi cari. Non bastano un paio di mostre organizzate per conto di artisti locali a risollevare il morale della Bianchi, tanto più che i committenti si dimostrano particolarmente ingrati verso di lei negandole addirittura il compenso pattuito e cercando di sminuirne le provate capacità organizzative, ora che ha perduto la “grinta” e l’allegria! Alberta Rossana, con il morale a pezzi e la consapevolezza di dover velocemente sanare una situazione insostenibile, soprattutto per i figli e la vecchia madre che comincia a dar segni di stanchezza, nel settembre del 1985, riparte per Milano decisa a non tornare a casa se non dopo essersi assicurata un lavoro qualsiasi, purché onesto e sicuro. Due giorni dopo, viene assunta in casa di Ornella Vanoni. Inizialmente il lavoro si prospetta abbastanza tranquillo; la casa è bella e le persone che la frequentano sono indubbiamente interessanti. Ma l’impegno assunto si fa ogni giorno più pesante e la nostalgia per i figli lontani diventa insostenibile. Prima delle feste di Natale, la Bianchi torna a Massarosa. Troverà poi altre occupazioni, prima a Viareggio, poi a Pisa, sempre collegate alle attività concernenti la pittura e la poesia. (Immagine correlata) Nel 1986, scrive addirittura un lungo racconto, ancora inedito, intitolato “I MOSTRI A QUATTR’OCCHI”. Un’amara ma anche ironica e a tratti divertente autobiografia relativa agli anni 1983-84-85, praticamente i più densi e tormentati della propria vita. Negli anni ’86 e ’87, organizza per alcuni amici pittori, mostre all’EXPO di Bari, a Pisa, a Viareggio, a Monza e al PALA TRUSSARDI di Milano. Poi, costretta ad occuparsi della madre ormai non più autosufficiente, tralascia ogni altra occupazione finché, nel 1989, trasferita la mamma in un pensionato di Viareggio, apre un negozio artigianale che trasformerà, nel 1992, in un nuovo centro d’arte. Nasce così la “216 PROMOZIONE ARTE”, prima sede del Movimento Artistico Versilia (M.A.V.) dove prenderanno il via iniziative che resistono tutt’oggi, come il PREMIO NAZIONALE DI POESIA “FESTA DELLA DONNA”. Nel 1994, dopo la morte della madre, ancora per A.R. un alternarsi di periodi di stanchezza con altri di grande entusiasmo ed operosità: i figli ormai cresciuti che difendono le proprie scelte, diverse da quelle che ella avrebbe desiderato. Qualche tentativo di abbandonare il mondo delle arti visive e della poesia non riesce però a distogliere che per poco tempo da questo ambiente le attenzioni della nostra”figlia d’arte”. Nel 1997,trasferito in un’altra Sede Sociale il Movimento Artistico Versilia, A.R. presenta ancora un calendario fitto d’impegni, con alcune iniziative del tutto inedite e particolari: prende il via anche una simpaticissima pubblicazione in fascicoli, intitolata “ARGOMENTI DELLA POESIA ITALIANA CONTEMPORANEA” della quale la Bianchi è ideatrice e che da lei viene curata e diffusa gratuitamente in Versilia e fuori. L’opera, giunta al fascicolo n.7 nel 1999 è stata sospesa per dare spazio ad altre cose più pressanti, quali un SITO INTERNET denominato: www.artemav.com - comprendente opere pittoriche e poesie degli artisti iscritti all'associazione. (Immagine correlata) Molte pure le mostre di pittura organizzate da A.R.Bianchi collegate alle uscite dei sette fascicoli tra le quali: nel ’97, DALL’ABACO ALL’AUTUNNO – nel ’98, A COME AMORE E AMICIZIA – nel’99, la II Edizione di BURLAMACCO IN MOVIMENTO e ANZIANI DEL 2000. Attualmente la Bianchi, che nel corso del ’99 ha celebrato anche il centenario della nascita del padre con varie iniziative, sta ultimando, con il figlio Simone, esperto in informatica e pure egli pittore, un C.D.ROM multimediale interamente dedicato a VIRGINIO BIANCHI, da pubblicare prossimamente su internet. P.s:Per leggere le didascalie delle foto, fare clic sulle foto medesime. |
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