|
Con l’arresto di Pacciani, che già aveva ricevuto nell’ottobre 1991 un avviso di garanzia per gli omicidi del “mostro”, si era messo in moto un grandissimo spettacolo da circo equestre dove si alternavano numeri di pagliacci, animali ammaestrati e non , saltimbanchi di ogni genere e di ogni età. Squallidi personaggi che recitavano farse da bordello sollazzando magistrati, inquirenti , legali e giornalisti, i quali, con aria di sufficienza, ma in realtà sogghignando sotto i baffi, provocavano gli attori a fornire spiegazioni e risposte oscene, al limite della decenza e a volte addirittura demenziali. E, quando iniziò il processo, il 1° novembre 1994 , nelle prime trasmissioni televisive che riguardavano l’argomento, vedendo da vicino sugli schermi televisivi le sembianze di tutti coloro che erano coinvolti in quella sporca faccenda e ascoltando le loro voci, Sveva si convinceva sempre di più di assistere ad una traballante ed orrida commedia piena di equivoci e depistaggi. xxx Era stato un periodo terribile per la nostra protagonista; la madre della quale se n’era andata a novantasei anni, all’inizio del 1994 , dopo estenuanti mesi di sofferenze, dovute anche all’accanimento terapeutico usato su di lei dai medici dei diversi ospedali nei quali era stata ricoverata. Sveva aveva smesso addirittura di lavorare ed era stata costretta ad abbandonare anche quell’ultimo sereno rifugio che si era costruita e dove aveva nutrito speranze come sempre disilluse, non essendo più in grado di pagare l’affitto del locale. Si era ritirata a vita privata, confortata dall’affetto di un uomo più anziano di lei, vedovo, che le aveva offerto ospitalità e compagnia e ormai, le uniche occasioni per incontrare gli amici erano le mostre di pittura, alle inaugurazioni delle quali solitamente veniva invitata, o la presentazione di qualche nuovo libro. Pochi viaggi, qualche vacanza estiva sui monti della Garfagnana, tra i laghi di Vagli e di Gramolazzo , la dolce quiete dei boschi di Sillano, i meravigliosi gelati "ai frutti di bosco" del "Carpe Diem" e i prati verdi del Pradarena. Il corpo sempre più pesante ; la mente sempre più stanca. Non c’era più la voglia di organizzare alcunché né di combattere per ottenere risultati che avevano perduto completamente importanza. Tante le ore, specialmente d’inverno, trascorse davanti al televisore, dove ogni tanto, riapparivano le immagini del Pacciani che si proclamava ”un povero agnelluccio indifeso” e degli “amici di merende” : Mario Vanni e Giancarlo Lotti. Personaggi assolutamente improbabili come “mostri”, secondo Sveva, ma credibilissimi come guardoni e manutengoli ; “capri espiatori” manovrati da un pericoloso e danaroso mandante -(il vero assassino) - il quale avrebbe offerto loro un grosso vantaggio economico in cambio di una “confessione di colpevolezza”. Sempre meglio questo di una morte certa, come era successo per i sardi morti incaprettati e bruciati e per la nipote di Miranda! Infatti, mentre Pacciani, - che mai aveva confessato ed era già stato assolto il 13 febbraio ’96, - era ammalato e in attesa di un nuovo processo - poiché la Cassazione aveva cancellato la sentenza precedente, - venne sicuramente ucciso nella sua casa di Mercatale da qualcuno che , approfittando del suo grave mal di cuore, se ne servì per ammazzarlo prima che potesse raccontare tutta la verità..(22 febbraio 1998) E cosa dire del secondo amico, Giancarlo Lotti, che al contrario si era autoaccusato, evidentemente per mettersi al sicuro, ed era stato arrestato il 2 gennaio 1997 e condannato a 26 anni di pena? Anch’egli morirà stranamente e immaturamente nella primavera del 2002. (Ricordiamo fra le tante trasmissioni TV "Un giorno in Pretura" - Aprile 2002) L'unico forse riuscito a scamparla fu Mario Vanni, condannato all’ergastolo ed ancora in vita, ma che attualmente fa nuove rivelazioni e ritratta altre cose, sotto l’influenza di vecchi amici loschi, che vanno a registrare in carcere le sue senili e svanite affermazioni con l'autorizzazione di chissà chi... xxx A proposito dell’anno 2002, cosa ricompare sulla cronaca nel mese di giugno, riguardante il nostro “mostro”? A Sveva quasi schizzarono gli occhi fuori dalle orbite leggendo della riesumazione del corpo di quel medico perugino che sembrava fosse affogato nel Trasimeno, Francesco Narducci, la morte del quale le aveva creato non pochi sospetti su una probabile relazione di amicizia con Morty! Quindi, ancor di più, quando il 20 dicembre - sempre del 2002 - vennero resi noti gli esiti delle perizie eseguite sul corpo dello stesso medico, che attestavano essere egli deceduto per “asfissia meccanica violenta da costrizione del collo”. Risultava infatti che egli, scomparso nell'ottobre 1985, all’atto del ritrovamento, in realtà non fosse in acqua ma su un isolotto - e ”incaprettato”, alla stessa maniera di altre persone di cui abbiamo già detto sopra ; uccise perché coinvolte nella storia del serial killer. L’operazione di riesumazione era stata richiesta dalla Procura di Firenze, e precisamente da Michele Giuttari, attualmente capo del GIDES. xxx Sarà per gli occhi scuri e le sopracciglia dritte, o per i capelli lisci pettinati all’indietro, Michele Giuttari somigliava tanto a quel giovane “Dottore” che era presente alla S.A.M. il giorno in cui,( agli inizi del dicembre 1985), Sveva era andata a sporgere denuncia contro il Lupo, ed aveva mostrato molto interesse per le dichiarazioni della donna; ed ella provava una forte simpatia verso di lui ogni qual volta lo vedeva apparire in TV. Anche se adesso era grassoccio e con i capelli brizzolati, venti anni fa poteva essere stato magro e snello, non vi pare? Così Sveva provò a telefonare a Firenze, chiedendo di poterlo contattare; ma ogni volta rispondeva una voce femminile dicendo che “il Dottore “ era occupato. Avrebbe voluto chiedergli che fine avessero fatto le varie missive da lei spedite dopo quel fatidico giorno, contenenti anche immagini che ella aveva ritenuto importanti per convalidare le proprie affermazioni – ( era arrivata anche la ricevuta di ritorno !) - o se conosceva l’esito dei vari interrogatori ai quali l’avevano sottoposta i “Marescialli” che avevano agito in autonomia! Tutto inutile; aveva lasciato il proprio numero di telefono chiedendo di essere richiamata ma nessuno la cercò più. xxx Allora ella ricominciò a studiare con maggiore attenzione i “memory” di Morty, ora che aveva tempo a disposizione, traducendo dall’inglese tutte le parole e le frasi contenute in quei lavori, capovolgendo le immagini per scrutarle da ogni lato, prestando più attenzione a tutti i numeri inseriti, sicuramente non a caso. E sempre scopriva qualcosa di nuovo, qualcosa che la faceva tremare e le fermava il fiato in gola! Oltre alla testa distorta e alla bocca urlante dell’autore, raffigurato sempre come il “Mostro” , a volte quasi emergente da un orrendo feticcio peloso, altre con la svastica nel cranio ed i colpi di pistola uno sulla guancia destra e un altro sotto l’orecchio sinistro, - i punti nevralgici dove egli dava il “colpo di grazia” alle vittime,- altre ancora mentre cercava di esprimere visivamente le sensazioni provate prima o dopo i delitti usando spesso ON oppure AUT o ancora REPEAT….. Un’altra cosa tremenda, l’aver usato anche le immagini delle vere vittime, se pure in maniera anomala o parziale, per raccontare le reali sofferenze delle stesse, procurate dalle aberrazioni di un cervello malato! . Ci sono poi alcune foto, somigliantissime alla Dottoressa Della Monica, vicino alla quale egli ha collocato una piccola cassetta per la corrispondenza, con appoggiato sopra un seno di donna reciso. Come mai, se questi lavori di Morty sono stati eseguiti nel 1984, c’era già raffigurata la donna alla quale il Mostro ha inviato per posta una parte del seno della ragazza francese, uccisa nel 1985? |
|
Su www.albertarossana.com troverai informazioni su libri di poesia e forte dei marmi. Inoltre, potrai approfondire temi come canzoni. |