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Massarosa, 2 Maggio 1977 Lettera all’Amministrazione Comunale di Massarosa, ossia : “LA BELLA ADDORMENTATA” Il palazzo comunale di Massarosa rimesso a nuovo, con la bella facciata chiara, i tegoli rossi e la simpatica torretta ripulita, sonnecchia al sole che è sempre generoso con questo paese a due passi dal mare, accogliente sia per le bellezze naturali, sia per il calore che emana dagli occhi della gente. Gente semplice, operosa, ancora ricca di quella umanità che dappertutto tende a sparire, di pari passo con l’aumentare delle costruzioni e del numero delle auto. Molti conoscono Massarosa anche per aver letto pubblicazioni di una certa risonanza, vedi “I ragazzi del piazzale”, “Massa Grausi”, “Il dialetto di Massarosa”, ecc… Ma ancora pochi sanno che, in una casa proprio dietro il palazzo comunale, all’ombra di quella torretta con l’orologio, ha vissuto un uomo il quale, pur se isolato, schivo, ombroso, come molti lo hanno descritto, ha lasciato della storia del paese i documenti più belli. (Immagine correlata) Sono vivide immagini che da sole dicono l’operosità della gente, lo splendore dei colli e degli orti colmi di fiori, la vastità delle paludi, già da prima che arrivasse la guerra a mutarne in parte la natura e prima che il cemento avanzasse a schiacciare le brune zolle dei campi. Questo solitario che, con una cassetta a tracolla ed un cavalletto issato sopra una vecchia bicicletta, se ne andava in giro tra gli sguardi un po’ ironici e un po’ diffidenti dei compaesani, intenti al duro lavoro dei boschi, degli oliveti e delle risaie e che improvvisamente si fermava per fissare col pennello su modesti pezzi di compensato immagini piene di luce o dense di nuvoloni passeggeri, era Virginio Bianchi. Di lui si sa, ora che è morto, che era “bravo”, perché la moglie e la figlia ne hanno esposto le opere e i giornali ne hanno parlato; e perché a suo nome è stato creato un Premio Nazionale di pittura, (ora accantonato per mancanza di fondi necessari all’organizzazione), ma non si sa quanto amasse, mai corrisposto, questo suo paese. E gli amori non corrisposti sono i più forti, i più dolorosi, i più disperati. L’amore è palese in tutti i suoi paesaggi, dolcissimi, malinconici, talvolta anche un po’tristi, raramente violenti ; tutti rivelano la dedizione assoluta di Bianchi, il quale continua a vivere in questi, con la sua anima, la sua volontà, la sua grande preparazione artistica. (Immagine correlata) Nelle pubblicazioni che parlano di Massarosa, Virginio Bianchi è appena ricordato. Un piccolo omaggio dovuto ad uno scomparso che, in fin dei conti, non dava troppo fastidio, pur essendo, come egli stesso si dichiarava, quasi sempre “contro-corrente”! . Sul “Dialetto di Massarosa”, scritto dall’illustrissimo Prof. Lugnani e pubblicato con l’aiuto dell’Amministrazione Comunale, appaiono, per di più, come illustrazioni, le opere pittoriche di un altro Bianchi il quale, ci teniamo a precisarlo, del primo è soltanto “cugino”. Già che il Comune ha finanziato in parte questa iniziativa culturale, perché trascura invece quei “documenti” che Virginio Bianchi ha lasciato e non cerca di valorizzare questo tesoro? Si continua ad ignorare “volutamente” l’operato di un artista di valore, nato e vissuto qui, che è sepolto qui e non ha mai voluto abbandonare questi luoghi, benché gli si dimostrassero ostili? Dove il pittore ha trascorso la sua esistenza, c’è un grande giardino, ora incolto, che la figlia intende usare per creare un Centro Culturale in memoria dello scomparso. Infatti, nel mese di marzo, ha proposto all’Amministrazione Comunale di far sorgere su questo terreno e sulla parte adiacente della piazza del Comune, un piccolo “Mercato” domenicale di “Arte Moderna”. (Immagine correlata) Questo mercato, dalla prima domenica del prossimo giugno, sino all’ultima di settembre, avrebbe dovuto richiamare nel cuore del paese di Massarosa, molti giovani pittori, per esporre all’aperto, per dare vita ad una manifestazione vibrante attraverso un contatto diretto della popolazione con l’arte; qualcosa che inoltre avrebbe potuto procurare dei vantaggi, non solo ai partecipanti ma anche a tutta la cittadinanza. Sarebbe stato, in definitiva, anche un forte richiamo turistico per coloro che, in estate, sono soliti transitare lungo la via Sarzanese : un ivito per una gradevole sosta. La proposta, però, dopo la prima approvazione del Sindaco e della Giunta, si è insabbiata. Era stato chiesto qualche albero, un po’ di ghiaia, sorveglianza e servizi igienici e un po’ di pubblicità tramite manifesti e comunicati stampa. In due mesi, tutto poteva essere fatto. Invece, la proposta deve essere ancora messa al vaglio del Consiglio di Frazione, poi della Commissione Scolastica, quindi del Consiglio Comunale. I suddetti organi, in questo frattempo, non solo non hanno fatto conoscere il loro parere in merito alla questione, ma nemmeno ne hanno discusso, quantunque la notizia sia già stata diffusa come un “dato di fatto”. Per cui, a pochi giorni dalla data che avrebbe dovuto segnare la nascita del “Piccolo Mercato di Arte Moderna Virginio Bianchi”, tutto è rimasto tale e quale. Si parla di difficoltà economiche, (quando gli introiti della manifestazione potrebbero ricoprire abbondantemente le spese) e di opposizioni da parte delle minoranze, mentre, in effetti, non ne esistono. L’unica cosa concessa, è un bell’annuncio fatto il 27 aprile u.s. da Tele-Versilia, accompagnato da un’intervista fatta alla vedova e alla figlia del Maestro proprio in casa loro; così, se l'approvazione dell'iniziativa dovesse rimanere soltanto un sogno, i familiari avranno avuto almeno lo smacco di essere stati visti in T.V. ad anticipare dei bei progetti mai realizzati!… Alberta Rossana Bianchi (La lettera è stata pubblicata sul quotidiano “LA NAZIONE”, suscitando qualche polemica. Il Mercato domenicale di Arte contemporanea, è stato poi inaugurato nel mese di luglio del 1977 e si è ripetuto nel periodo estivo del 1978 e del 1979, con il patrocinio del Comune ma sempre a spese dei familiari di Virginio Bianchi , i quali, nel 1980 hanno creduto opportuno trasferire a Viareggio la sede del Centro Culturale.) |
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