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1990 Oh Zorro, tondo e morbido guaìto, bozzolone di seta nera, io ti posai tremante sul seggiolino in auto e guidai piano piano. Fino a casa piangesti e la notte, d’inverno, in camicia mi alzavo e ti cullavo. Avevi due gattini per compagni ma nel giocare, con i tuoi dentoni il maschio lo uccidesti; e rimase la gatta, ferina e innamorata, che proteggevi, tra le quattro zampe, dagli assalti di grigi birignao… Oh Zorro, cane folle e scatenato, mangiatore di rose con le spine, di catinelle in plastica e rotte lampadine! Biascicavi il ghiaino come le caramelle e danzavi furiosi caroselli coi panni del bucato. E diventasti presto grosso, ingombrante e nero come pece o castigo, boxer con le orecchie da bracco, bianco sul petto e rosso dentro gli occhi; mentre i salti mostruosi che facevi tenevano lontani dal cancello ladri ed allocchi. Invece tu, pulcino, ti alzavi sulle zampe e.. pi..pi..pi.. guaivi per avere una carezza e un poco della nostra compagnia. Tu sei stato il padrino di nidiate di gatti e li puntavi, fermo come statua perché nessuno li portasse via! Mi ricordo una notte che abbaiavi ed azzannasti un riccio nel giardino: la lingua si gonfiò come un pallone e rischiasti l’infarto e l’asfissìa. E quella volta che facesti a pezzi un intero guanciale e tutto divorasti, come fosse un soufflé di gomma-piuma. Giorni e notti ululasti con un lamento strano mentre io , la mamma, con la vaselina in cucchiai ti curavo e con te mi straziavo. Sei scappato più volte per la strada costringendo le macchine a sterzare; ti sei rotto la schiena e non sei morto, hai patito la fame e scheletrito, credevo non dovessi più campare. Ti avevo ritrovato e ho nutrito di nuovo quel tuo grande pancione consumato dal rotolar sui sassi del viale. Ma anche tu mi lasciasti, nella pioggia e nel vento, quasi cieco e ormai sordo, con una piaga infetta. E prima sei venuto a salutare, entrando dentro casa all’improvviso e implorando con gli occhi quello che non sapevi raccontare. Ricorderò tra i fulmini il grattare furioso sulla porta di legno e nelle notti di San Silvestro fra i petardi e gli scoppi il tuo abbaiare. Le tue foto coi gatti sulla testa o addormentati sopra il tuo groppone, sono aggiunte nell’album dei parenti, fra un cugino ed i nonni vestiti a festa. Alberta Rossana Bianchi (Immagine correlata) |
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