UNA CODA CHE SI ALLUNGA - cap.11


Come Sveva aveva annunciato nel 10° capitolo di questa storia, ieri, 4 novembre 2005, sono riprese le udienze legate al l’incidente probatorio per il caso “ Francesco Narducci – Mostro di Firenze”.

Pertanto, senza alcuna introduzione a questo EPILOGO, che, a Dio piacendo, dovrebbe essere l’ultima parte del racconto “La coda del Lupo”, ci addentriamo nell’argomento , sperando almeno in uno spiraglio di verità e di giustizia che possa chiudere onorevolmente questa “novella dello stento”.

Dalle prime notizie giunte su internet, apprendiamo che l’udienza si è svolta a porte chiuse,( anche se molti giornalisti erano in attesa fuori dalla sala,) e che la prossima data per la prosecuzione delle udienze è stata fissata per il 18 novembre.

A volere questo procedimento, è stato il pm di Perugia Dott. Mignini, sembra per avere la possibilità di interrogare ulteriormente alcuni testimoni i quali, o per l’età avanzata o per motivi di salute, potrebbero avere trovato difficoltà a presentarsi in altre circostanze.

Uno tra gli argomenti più importanti, quello relativo alla perizia eseguita sul corpo ritrovato nel lago Trasimeno ed attribuito a Narducci , che non era del tutto compatibile con un’altra perizia eseguita da un secondo perito.

Poi sono stati interrogati uomini appartenenti al Corpo dei Carabinieri che furono presenti al ritrovamento del cadavere e un pescatore che partecipò alle ricerche e al ripescaggio del medesimo.

In aula erano anche la vedova di Francesco Narducci e la giornalista-investigatrice Gabriella Carlizzi, la quale, pur essendo sottoposta agli arresti domiciliari presso la sua residenza di Roma, ha voluto a tutti i costi essere presente.

Convinta com’è che lo svolgimento dei procedimenti in atto
debba dipendere esclusivamente dalle indagini svolte in tutti questi anni dalla medesima; senza considerare quante persone siano state dalla stessa denunciate in tempi diversi proprio per voler dimostrare che ognuna di queste era il“vero” mostro di Firenze.

I testimoni che, per il momento, dovrebbero ancora essere interrogati, potrebbero essere 14.
Pensiamo dunque che dovrà passare ancora un po’ di tempo, prima di scrivere definitivamente un’ultima parola sull’argomento.



Nel frattempo Sveva, stanca di dover raccontare soltanto disgrazie, cerca di sfruttare queste belle giornate di sole accudendo le piante nel suo giardino, privato ahimè dell’immenso albero di mimosa che dava fastidio ad un vicino bisbetico; ora che pure la vite americana sta perdendo le ultime foglie, dai colori incredibili, screziate di un giallo, di un rosa e di un rosso che nemmeno il più emozionante dei tramonti ha mai saputo fondere insieme in questa maniera veramente superba!


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14 novembre 2005

Mentre Sveva cerca di ritrovare un minimo di serenità tra le piante del proprio giardino, Gabriella Carlizzi, agli arresti domiciliari da ben 17 giorni, si è recata a Perugia, con mezzi propri, per tentare di riacquistare la libertà, limitatale soltanto pro-forma; probabilmente per concedere al Dott. Mignini, da molto tempo sottoposto a subire giornaliere pressioni e invasioni telefoniche o tramite fax dalla medesima, un po' di intimo raccoglimento prima di lasciarsi andare a prendere una qualsiasi decisione.

Come se uno dovesse muoversi mentre un'altra persona lo tira per le maniche o per i calzoni, o addirittura gli si attacca
alla cinghia dei pantaloni o lo afferra per i capelli....sì, perché la Carlizzi è come una piovra, che una volta acchiappata una preda con un tentacolo, se si taglia quello , la riafferra con altri tre!

E usa tutti i pretesti ed i mezzi possibili ed immaginabili per mettersi sempre in evidenza, spaziando dall'esoterismo alla massoneria, dalla rosa rossa alle messe nere, dalla religione al crimine, dalle minacce all'invalidità e le malattie; ed ora anche alla politica...ecc..ecc..

Altro che il prezzemolo in tutte le salse! Questa ambirebbe addirittura al ministero dell'interno o a quello della giustizia!
Sono cose serie ed importanti, che non si possono ottenere solo per vantate amicizie personali, o passeggere simpatie, sventolate sempre energicamente dalla Carlizzi quasi fossero bandiere sbattute da una tempesta di vento del deserto.

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A proposito, le ultime notizie riguardanti la suddetta signora che apprendiamo dal sito www.lagiustainformazione.it,
ci informano sul fatto che la medesima, dopo aver presenziato all'udienza davanti al Tribunale del Riesame, che doveva esprimersi sulla eventuale revoca della misura cautelare a cui è stata sottoposta, ha saputo che il pm di Perugia Dott. Mignini ha presentato richiesta al Gip De Robertis di ordinare una perizia psichiatrica proprio a suo carico.

Detta perizia dovrebbe valutare se la stessa sia capace di intendere e di volere , il suo grado di pericolosità sociale, e soprattutto se sia in grado di partecipare alle prossime udienze fissate per l'incidente probatorio.



Domenica 20 novembre

Fissata per venerdì 25 novembre la terza udienza dell'incidente probatorio riguardante il caso Narducci.

Continueremo a tenervi informati sull'argomento.

26 novembre

Siamo in attesa di conoscere gli esiti ottenuti dalla deposizione dell'Avv. Fioravanti messo a confronto con Gabriella Carlizzi.

29 novembre

Il confronto tra la Carlizzi e Fioravanti, sembra essersi concluso con un abbraccio tra i due ma, mentre alla prima sono stati revocati gli arresti domiciliari, sono scattati invece per l'Avv.perugino Alfredo Brizioli, (già coinvolto nelle indagini collegate all'inchiesta sul presunto omicidio del Narducci,) su disposizione del gip di Perugia, Marina De Rbertis.

In un articolo di Francesco Nocentini, pubblicato sul Tirreno del 30 novembre, si legge che nel provvedimento, chiesto dal pm G. Mignini, si ipotizzano vari reati, dalla calunnia alle violenze a pubblico ufficiale, a quello di avere turbato la regolarità di un servizio pubblico.

Brizioli avrebbe cercato di influire su diversi testimoni, tra cui due pescatori del lago Trasimeno, dove Narducci fu ritrovato morto.

Secongo il gip, l'avvocato era a conoscenza di particolari della vita del Narducci piuttosto anomali e inquietanti, ed avrebbe attuato una grave azione di inquinamento degli indizi, attraverso condotte criminose.

Apprendiamo inoltre dal TG 3 che la Procura di Perugia ha acquisito tutti gli scritti disponibili di Pietro Pacciani relativi al caso "mostro di Firenze" e dovrà anche esaminare due pistole calibro 22 che sono state inviate alla stessa Procura, ma ancora non sappiamo da chi.


Per chi volesse approfondire l'argomento, si consiglia di cliccare :www.umbriajournal.it

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Dopo la terza udienza dell'incidente probatorio, svoltasi a Perugia il 2 dicembre ultimo scorso, da un altro giornale ( Il Messaggero - Umbria) apprendiamo in data 8/12 che è entrato a far parte dell'indagine anche il giornalista Mario Spezi , implicato forse in merito alle due pistole inviate alla procura Perugina, non sappiamo esattamente a quale titolo.

Sappiamo invece che lo Spezi era già stato denunciato da Gabriella Carlizzi, la quale era andata a frugare nei trascorsi della famiglia e soprattutto del padre musicista di costui, attribuendo al giornalista un ruolo fondamentale nell'inchiesta.

Al momento , le due persone maggiormente indagate, come mandanti dell'omicidio del medico Narducci, potrebbero essere sempre il farmacista di San Casciano Val Di Pesa - Francesco Calamandrei - e proprio Mario Spezi, del quale si conosce anche una telefonata sospetta fatta ad Umberto Nannucci, capo della procura di Firenze, in merito al caso di cui sopra.

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Ci risulta che l'ultima delle udienze relative all'incidente probatorio si è svolta a Perugia l'antivigilia di Natale. Ci sono stati nuovi interrogatori ma non è stata ancora raggiunta alcuna conclusione definitiva.


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Domenica 5 febbraio 2006 - DAL QUOTIDIANO "IL TIRRENO"

Un' intera pagina, intitolata "Misteri toscani", riguarda la presentazione di un nuovo libro di Michele Giuttari sul "mostro di Firenze".

Secondo Sveva, la parte più interessante di questo servizio giornalistico è sicuramente quella che segue un secondo titolo a metà pagina, in neretto e su 4 colonne, dove si parla di "Prove sparite, tracce non seguite."

Stupefacente venire a conoscenza che ."C'era il gruppo sanguigno del killer, forse anche i suoi capelli..." Come c'erano altri indizi importantissimi riguardanti il gruppo sanguigno dell'assassino ( o degli assassini - dato che si trattava di gruppo A e di gruppo B). E pure i famosi guanti di gomma da chirurgo sembrano anche quelli scomparsi.

L'articolo di cui sopra, evidenzia quindi il proprio contenuto specificando :" Trent'anni di colpi di scena, teoremi sballati, depistaggi ed errori investigativi clamorosi".

Un'altra clamorosa notizia è che anche in America, nell'Illinois, durante gli anni 1981 - 82- 83, erano stati compiuti molti delitti seriali del tutto simili a quelli di Firenze.

Gli assassini, dei quali quattro sono stati arrestati e condannati, facevano parte di un gruppo di ragazzi chiamato " I Chicago Rippers".

Anch'essi mutilavano le loro vittime e nascondevano i feticci per usarli in riti satanici ed esoterici.

Questo periodo corrisponderebbe in parte, vedi il caso, all'anno in cui anche il nostro amico Lupo, in compagnia della sua amica sadica milanese, si era recato durante le vacanze estive in America, soggiornandovi per circa 2 mesi e frequentando locali sado-masochisti.(Agosto e settembre 1982).

Da ricordare che, in quel tempo, portava i capelli lunghi ed i baffi alla "mefisto", e si fece radere tutto al suo ritorno in Italia, nei primi giorni del mese di ottobre .

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13 MARZO 2006

Ultime notizie sull’inchiesta NARDUCCI – MOSTRO DI FIRENZE.

Da parecchi giorni si leggono su quotidiani e riviste notizie riguardanti il MOSTRO di Firenze, dopo la presentazione del nuovo libro di Michele Giuttari, le nuove perquisizioni in casa di Mario Spezi e l’iscrizione all’albo degli indagati di Douglas Preston, noto scrittore americano di gialli e giornalista, molto legato a Spezi per aver collaborato con lui in varie occasioni, l’ultima delle quali la stesura di un libro non ancora presentato ufficialmente, sempre riguardante la lunga storia dei delitti seriali attribuiti al “Mostro di Firenze”.

Pertanto, allungandosi la fila degli indagati, non si vede ancora la fine di questa angosciosa trafila giudiziaria che presenta in prima linea ancora la Procura di Perugia seguita da quella di Firenze, pronte a rimbalzarsi la palla ad ogni passo.

Per quanto riguarda il nostro LUPO, solo un breve accenno di cronaca che riporta la supposizione di qualcuno che lo voleva addirittura “affittuario” della fattoria di Vinci della zia paterna al medico Narducci.

Molto improbabile, dato che lo stabile ci risulta fosse inagibile avendo preso fuoco, per l’ennesima volta, già prima che il Lupo ritornasse al nord per la riapertura dell’anno scolastico, immediatamente dopo l’omicidio della coppia francese, nel settembre 1985.

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LUNEDI'8 MAGGIO 2006

Carissimi lettori, avevamo sperato di concludere questo racconto
prima dell'estate, invece le ultime vicende riguardanti le procure di Perugia e di Firenze si sono già dilatate per l'incipiente calura e le ultime notizie apprese dalle cronache più recenti inseguono personaggi ormai noti che, non sapendo più cosa inventare, cercano di rinnovare questa lunghissima storia costruendosi addirittura nuovi "indizi", in combutta con pregiudicati e persone di malaffare, tentando di creare trappole
al fine di mettere in difficoltà i vari magistrati che si occupano dell'argomento, dirottandoli verso percorsi tortuosi e senza uscita.

A Sveva, questi tentativi di depistaggi, onestamente non interessano più, anche se le voci che si alzano da ogni parte per difendere o denunciare sono piuttosto influenti.

Nella sua mente e nei suoi ricordi visivi, ella ritrova in ogni occasione elementi che sempre hanno un collegamento con le sue convinzioni.

Attenderà ancora nuovi sviluppi, se ci saranno, prima di esprimere le proprie considerazioni sull'arresto e il successivo rilascio di Mario Spezi, anch'esso nelle grazie del padre del nostro Lupo e al quale, tramite la redazione della "Nazione", la medesima aveva inviato, a suo tempo, alcune delle immagini create dal nostro protagonista (corredate da notizie al riguardo), senza però ricevere un benché minimo segnale.


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ULTIMISSIME NOTIZIE DEL 12/06/2006

COLPO DI SCENA A PERUGIA NEL CORSO DELL'ULTIMA UDIENZA DELL'INCIDENTE PROBATORIO SUL CASO " NARDUCCI - MOSTRO DI FIRENZE"

Dal sito www.lagiustainformazione.it di Gabriella Carlizzi, apprendiamo che la suddetta, nel corso dell'ultima udienza dell'incidente probatorio, ha prodotto le immagini di alcune vittime del mostro mentre morivano, fotomontate dentro uno strano apparecchio tenuto da una mano...

Tutti i difensori si sono opposti all'acquisizione degli atti..
ma, dopo due camere di consiglio, il Gip Marina De Robertis ha decretato che i documenti prodotti dalla Carlizzi fossero inerenti ai temi principali dell'incidente probatorio e, non essendo anonimi, venissero acquisiti dal Tribunale.

Riteniamo che si tratti delle fotocopie delle immagini realizzate dal protagonista della nostra storia, il nostro Lupo, che ci auguriamo possano essere prese finalmente in considerazione per quello che significano veramente.

La Carlizzi comunica inoltre di essere stata condannata, nel frattempo, dalla Corte di Cassazione ad una pena di un anno e sei mesi con i benefici di legge, essendo ritenuta colpevole di aver calunniato l'ex Capo della Criminalpol Nicola Cavaliere.

Attendiamo ulteriori sviluppi di queste vicende, che potrebbero
influire notevolmente sul proseguimento dell'inchiesta.


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Carissimi ed affezionati lettori,
dopo qusi un anno di forzata inattività dovuta alla frattura del gomito destro, che non è ancora completamente guarito, Alberta Rossana riprende questo racconto con la cronaca di notizie piuttosto recenti, riguardanti principalmente la Pocura di Firenze.

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Risale appena a due giorni fa un trafiletto quasi invisibile in fondo ad una pagina del TIRRENO, che cerchiamo di riprodurre fedelmente:

MOSTRO DI FIRENZE - Chiesto rinvio a giudizio per Giuttari e Mignini

La Procura di Firenze ha chiesto il rinvio a giudizio per Michele Giuttari, che ha indagato sulle vicende del mostro di Firenze, e per il pm perugino Giuliano Mignini, titolare delle indagini sulla morte, nel 1985, del medico umbro Francesco Narducci.
Giuttari e Mignini son indagati per abuso d'ufficio.

Sveva riflette amaramente sull’accaduto, chiedendosi il perché di questo accanimento contro due persone che, almeno in questi ultimi tempi, sembrano essersi maggiormente esposte in prima fila
allo scopo di sbrogliare definitivamente l’intricata vicenda del mostro di Firenze.

E’ pur vero che contrasti tra i due ve ne sono stati, direi forse anche “scontri”, ma l’intelligenza di entrambi e soprattutto l’integrità morale dimostrata in molte occasione da Mignini non dovrebbero aver dato motivo di arrivare a tanto.

Non molto tempo fa, un altro articolo apparso sulla cronaca annunciava un’udienza pubblica fissata per il 27 settembre prossimo, allo scopo di giudicare con rito abbreviato l’ex farmacista di San Casciano, Francesco Calamandrei.

Egli avrebbe pagato Pacciani per ottenere parti di corpi femminili asportate dalle vittime e sarebbe stato presente al duplice omicidio del 1985 agli Scopeti.

Se ricordate, Sveva, in questo ultimo capitolo, aveva già presentato il Calamandrei come artista, sottolineando che la sua pittura presentava molte affinità con quella del nostro Lupo, rivelando anche la personalità dell'autore, piuttosto torbida e cupa.

Sarebbe importante riuscire a scoprire se i due si siano conosciuti o frequentati, cosa che Sveva ritiene possibile, avendo sicuramente veduto il farmacista in qualche mostra da lei organizzata o semplicemente visitata, quà e là per la toscana!

Ed inoltre, come farmacista, egli avreppe potuto essere uno dei clienti fiorentini del marito della sadica amante del Lupo, importante venditore e manager di una grossa produzione di SALI, dato che i sali servono per preparare ricette ma anche a conservare materiali organici facilmente deteriorabili!

Questo signore, del quale non facciamo il nome, aveva la buona abitudine di venire personalmente a Firenze a trovare "i clienti piu affezionati" e, passando dalla Versilia, era solito prelevare il Lupo dalla sua abitazione, durante i fine settimana e quando stava in vacanza dalla mamma, e trainarselo dietro per andare a gozzovigliare nel territorio tanto caro al "mostro".

UNA NOTIZIA BOMBA che consente a Sveva di rivedere con occhi ancor più lucidi tutto quanto ha raccontato fino ad oggi, sia nel testo de "I MOSTRI A OUATTR'OCCHI" come in ouello de "LA CODA DEL LUPO", le è giunta telefonicamente da un fotoreporter molto informato.

Si dà per certo che il LUPO, ancor prima di conoscere Sveva,
abbia allestito una propria mostra nientemeno che a Scandicci, il titolo della quale era "RED IN THE NIGT" o " RED NIGHT" ; tra le opere presentate, spiccavano quelle raffiguranti giovinette urlanti, dai lunghi capelli sciolti, in piedi sotto una grande luna piena.

In primo piano, un benzinaio o qualcosa di simile,con una lampada in fronte ed un tubo o un bastone in mano, dall'aria minacciosa.

La didascalia apposta sotto l'immagine annunciava:"E IO COSI'TI UCCIDO".


La cosa più strana è che, dopo oltre due anni di frequentazioni assidue con Sveva, alla quale aveva raccontato morte e miracoli
di tutta la sua vita, il Lupo non avesse MAI accennato a questa mostra, che pure sembra fosse abbastanza importante per la carriera dell'artista.

Evidentenente egli era conscio che potesse rappresentare un pericolo, ed aveva preferito coscientemente di tacere.

Sveva però ricorda benissimo che, nella prima edizione di un catalogo in bianco e nero, presentatole dal Lupo, c'erano queste immagini di ragazze sotto la luna, ma nella seconda edizione
dello stesso catalogo, erano state tolte.

In base a queste considerazioni, Sveva chiude questo EPILOGO al quale darà un'altro titolo sul sommario per proseguire poi il racconto, in altro modo.

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28 LUGLIO 2007

BINGO !
Sveva ha visto giusto ! Qualcosa si sta muovendo !
Seguite attentamente il prossimo capitolo.

(continua)

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Si trattano inoltre argomenti quali mostri a quattr'occhi.

LA CODA DEL LUPO - 1° cap. | La guerra del Golfo - 2° cap. (La guerra del Golfo - 2° cap.) | ANIMALI AMMAESTRATI E NON (Animali ammaestrati e non - 3° cap) | TRASFERIMENTO IN TOSCANA (Trasferimento in Toscana - 4° cap.) | 5 ° cap. - Da un messaggio su internet a un volto in T.V. (5° cap. - Da un messaggio su Internet a un volto in T.V.) | Da un terremoto in famiglia a uno tsunami - 6° cap. (Da un terremoto in famiglia a uno tsunami - 6° cap.) | cap. 7° - LA STORIA INFINITA (cap. 7 ° - La storia infinita) | UN' ARAGOSTA BLU - 8° cap. (Un'aragosta blu - 8° cap.) | VACANZA IN GARFAGNANA.-CAP. 9° (Vacanza in Garfagnana - 9°cap. ) | SVEVA E L'AUTUNNO - cap.10° (Sveva e l'autunno - cap.10° ) | UNA CODA CHE SI ALLUNGA - cap.11 (Una coda che si allunga - cap.11°) | IL LUPO E' ALLA FINESTRA (Il Lupo è alla finestra - cap. 12°) | menù principale
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