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(A Cristina e Simone per la “festa della mamma” 2004”) Appena accendo il mio computer appari sullo schermo, con la boccuccia aperta e gli occhi spalancati su di me; ed è sole se piove e profumo di rose nella stanza, che sa di muffa e naftalina. Piccolo mio, tre volte mamma, vivo solo per te una tardiva primavera stillante lacrime e sorrisi, ritrovando energie per sollevarti dall’azzurro lettino e cantare con te vocali modulate sulle note di marcette festose. I tuoi primi sei mesi , dopo anni di grigiore, mi hanno dipinto l’anima con il verde dei prati ed ora finalmente sogno spesso pecorelle serene seguite da agnellini traballanti adorni di campane dondolanti e sonore. E soltanto per te metto foulards vivaci , pettini tra i capelli e lucenti orecchini, che tu mi strappi dalle orecchie insieme agli occhiali da vista, facendo (ahimè) di me una cieca felice! |
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