INCHIESTA SULLA CULTURA IN VERSILIA

DALLE INIZIATIVE PUBBLICHE ALLE "FATICHE" DEI PRIVATI
(1984)

DA "IL LIBECCIO" DI A. VALLERONI
(Interessante intervento di Alberta Rossana Bianchi che illustra minuziosamente le difficoltà di chi opera senza aiuto alcuno per una attività che riteniamo insostituibile)



Cultura in Versilia. Non sarebbe male parlarne apertamente con dibattiti aperti a tutti coloro che “sentono” di dover dire qualcosa in proposito. Alberta Rossana Bianchi, su questo tema e sugli “operatori culturali” ci ha inviato questa interessante lettera che dice:
(Immagine correlata)


“La Versilia, soprattutto in estate, pullula di iniziative che offrirebbero, agli attenti e disponibili, una buona dose di occasioni per incontri culturali, più o meno qualitativamente validi, comunque sempre lodevoli per l’impegno e le buone intenzioni degli organizzatori.

E queste occasioni sono tante da mettere in imbarazzo chi vorrebbe coglierle tutte ma, avendo poco tempo a disposizione, di solito è costretto a scegliere quelle che coinvolgono persone amiche o che sono maggiormente pertinenti alla propria attività, tralasciando magari cose più importanti e, molte volte, irripetibili; quelle rare perle che saranno forse le più ammirate anche dai turisti occasionali, i quali porteranno con loro il ricordo di una Versilia viva e culturalmente appagante.

E, data la stagione, le più apprezzate sono senz’altro le manifestazioni all’aperto, realizzate alla Versiliana, a Torre del Lago, nelle piazze….Le mostre di scultura nello scenario naturale dei marmi; la pittura sul lungomare o nella penombra dei chiostri; i concerti sui sagrati delle antiche chiese che impreziosiscono le nostre colline.

Così i cantautori negli stadi; o le “letture”, all’ombra dei giardini di qualche celebre villa, acquistata magari da un Ente Pubblico.

Le Amministrazioni hanno di che scegliere per utilizzare i fondi a loro disposizione: Il peggio è per le iniziative private che, in assenza di mecenati danarosi e generosi, devono adattarsi ai piccoli ambienti, (magari pagando fitti esorbitanti), a un minimo di pubblicità, a pochi, spauriti volontari che, ciondolanti e sudati, malvolentieri si prestano a far da custodi, mentre anelano alla spiaggia e alle bibite fresche dei “baracchini “ delle pinete.

A parte che il volontariato gratuito è praticamente estinto, per cui, quando un “animatore culturale”, mosca bianca di buona volontà, dopo aver faticato per mesi a programmare e mettere in atto una manifestazione, chiede collaborazione ai “colleghi”, si ritrova pressoché solo ad occuparsi della totale gestione della “cosa” e deve anticipare di tasca sua anche gli esigui contributi stanziati dagli Enti Pubblici che , “forse”, arriveranno e chissà quando:

Così, di corsa fra tipografia e fotografi, fra cartolerie e rivendite di bibite dissetanti, con problemi imprevisti e spese supplementari non programmate, chiedendosi se il critico gradirà la cena nel locale caratteristico (mai di lusso), se il giornalista venuto da fuori starà bene nel letto prenotato da un mese (magari nell’hotel fuori città), se gli artisti potranno godere il loro momento di gloria, se i commercianti che hanno offerto i premi saranno ripagati abbastanza dal discorsino pubblicitario, se il tipografo sarà disposto ad attendere il saldo per almeno sei mesi.

L’organizzatore, dispensatore di poca o di tanta cultura o forse a volte solo di buone intenzioni, si ritroverà probabilmente a notte fonda con i piedi più alti del capo, a domandarsi se una posizione così, che agevola ancora di più il rapido svuotamento delle tasche (perché si è sdraiato vestito), sia consona a chi dovrebbe, per principio, tenere sempre alta la testa.

Se non altro , per vedere nelle ultime file che la “personalità” di bassa statura non sia stata mischiata (orrore!) per negligenza con i curiosi dell’ultima ora
E, in quest’ultimo caso, sarà bene che si prepari a cambiare hobby, sfogando le sue velleità artistiche con qualche bella inquadratura di un qualsiasi bagnante pratese, in bilico sopra uno scoglio.

Anche questa, per i versiliesi, è senz’altro una forma importantissima d’arte, quasi quanto “l’arte suprema” di arrangiarsi.


Alberta Rossana Bianchi

(Immagine correlata)



Pubblicata su “IL LIBECCIO” - di Aldo Valleroni - il 15 Settembre del 1984

Su www.albertarossana.com riceverai notizie riguardo simone romani e virginio bianchi.
Si parla inoltre di pittura.

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