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Dal 1° numero della rivista “MAREGGIATA” – (1987) LE REVEIL In questo stupendo ritratto degli inizi del secolo, intitolato “le réveil”, la madre osserva il figlioletto con amore, ne sfiora appena la nuca con lievissima mano, ne spia trepidante il sorriso. (Immagine correlata) Questa donna avrebbe mai immaginato che, a distanza di anni, i figli sarebbero stati violentati, seviziati, uccisi barbaramente o venduti dai genitori stessi, per lucro, per droga, per tare mentali di origine sessuale? Le cronache traboccano di notizie riguardanti l’argomento, colmando di orrore le donne che ancora “sentono” la maternità come un evento fondamentale, il completamento della propria essenza, l’amore più dolce e fedele, indistruttibile, direi, che dura oltre la vita. Si è scritto addirittura sull’esistenza di un “mercato nero” di organi per trapianti, sottratti ai bambini in tenerissima età, le spoglie dei quali sono state rinvenute dopo alcuni mesi dalla morte, sotterrate in una boscaglia. Ed ora?“Undi si, cori meu? Ti ndi fujsti ?” “Dove sei, cuore mio? Dove sei, fiore, rugiada, sorriso, lacrima dolce…dove sei, sapore della vita, ora che ti hanno venduto così, per qualche grammo di coca, per qualche abbraccio incestuoso, per un tozzo di pane che sfami il primogenito diventato violento?” Come potrai ancora sorridere, “cori meu”, a queste madri disperate, a questi padri impazziti, a questo mondo che rotola sopra le tue fragili ossa di zucchero, con rumore di barattolo vuoto? Perdonaci, ti prego! Sfiora “cu la manuzza” le nostre fronti segnate, le nostre anime fumose; tenta di persuaderci che vi sarà ancora per noi un domani diverso! Che “le réveil” ci porti un sole meno rosso, un vento meno impetuoso, un boccone pulito per i nostri denti di lupo! Alberta Rossana Bianchi |
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