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Amiche mie, da troppo tempo ormai siete partite e il lungo viaggio che vi ha portate ai cieli limpidi e alle pure sorgenti dove più non sentite i morsi del dolore, ha tolto a me il sereno conforto della vostra parola. Pure, sempre vi penso ed a voi mi rivolgo e vi vedo con gli aperti sorrisi e gli sguardi curiosi e forti; ché il dolore da sempre rafforza gli animi ed era nello sguardo l’animo vostro. E la bionda, la bruna, e la castana… i vostri scritti eccelsi…le figure tracciate con l’inchiostro nei libri di Rosaria….le “mamme” di Luisa…col pancione… di Marisa i paesaggi solitari… In voi trovavo soluzioni ai problemi dell’aspro quotidiano e rime per il canto che ora non sgorga più… Vorrei seguirvi dove vi ha locate colui che sempre, solo, decide. Vorrei stare con voi, nei verdi prati dove il gregge divino pasce e riposa, al riparo dai venti e i temporali. Con me voi ridevate e clown a volte mi facevo per voi con trasformismo e giochi di prestigio, con sommesse o gridate parole e pianto e riso. Or tutte eguali sono queste grigie giornate di guerre e di dolore, amiche care! Alberta Rossana Bianchi (Immagine correlata) LA “CARTA GIALLA” DI LUISA CELLAI Luisa, azzurro dolore negli occhi di cielo. Lasciavi, a colori sulla carta gialla il tuo quotidiano, l’altrui quotidiano, così, alla portata di tutti. Bastava allungare una mano, bastava guardarti un momento; potevi trovare a ciascuno il suo nutrimento. Sapevi scavare nel fondo dell’animo altrui per trarne tesori. Allora il sorriso tirato era illuminato, allora la mano sottile tremava spargendo colore: il rosa dei bimbi, due bianchi gabbiani, col giallo del sole e il rosso del cuore. Alberta Rossana Bianchi (Immagine correlata) |
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