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1936 Quando nel febbraio 1936 Enrica e Virginio si sposano, nella Chiesetta della Spina a Pisa, la casa non è ancora pronta. Ma i due hanno deciso di rimanere ancora un po’nell’abitazione di lei, finché i lavori non siano terminati. Il viaggio di nozze in Sicilia, con prima tappa a Roma, rimarrà indimenticabile; come i “carciofi siciliani” fritti e serviti sulla terrazza dell’albergo palermitano. Enrica riderà poi spesso, ripensando alla “prima notte”, quando il suo marito grande e grosso aveva indossato la canottiera di lei con i pizzi e le spalline di raso perché, avendo dimenticato di portare la propria, non voleva strofinare le spalle nude sulle “lenzuola di un albergo”. xxx Poco dopo il rientro a Massarosa, Enrica rimane incinta e, per Virginio, si aprono le porte del paradiso. Egli che, fin da piccolo ha avvertito così dolorosamente l’assenza della madre, quasi impazzisce di gioia nel vedere la sua Ghiga arrotondarsi a poco a poco! Pensare che avevano tanto scherzato sul fatto di essere probabilmente già troppo “vecchi” per mettere al mondo un figlio. E invece, questo miracolo! Virginio scrive persino un racconto, tenero e divertente, intitolato “Il marito della Signorina”, che verrà pubblicato su una raccolta di racconti dell’epoca, denominata “Firme alla ribalta”. Così affronta coraggiosamente anche le ire del padre taccagno riuscendo a farsi prestare ancora denaro per finire la casa, che sarà magnifica. E, quando Enrica andrà a partorire a Pisa, in casa della mamma IDA, egli le scriverà una lettera veramente toccante. xxx La piccola Alberta Ida Rossana, così chiamata per non scontentare il nonno paterno e la nonna materna ma per contentare con il terzo nome anche i genitori, nasce dunque il 20 dicembre 1936, in una casa di Pisa, in Via della Rosa, dove, nell’appartamento adiacente, abita un letterato e poeta piuttosto noto: Bruno Fattori. Insegnante al Liceo Ginnasio e sposato con una donna semplice e molto affettuosa di nome Ada, la quale insiste per fare da madrina alla bimba, Bruno diventerà uno dei migliori amici di Virginio, il quale, pur non condividendone le idee politiche, nutrirà sempre per lui una profonda stima. Il padrino di Rossana, sarà invece lo zio Giuseppe, che, messe da parte le liti con il fratello, amerà quella piccolina in maniera straordinaria e, dato che non avrà figli propri, la seguirà affettuosamente finché avrà vita. xxx Siamo così arrivati al 1937, quando ormai la piccola famiglia di Bianchi abita nella nuova casa, in Via Del Pastore n.4 , a Massarosa. (Immagine correlata) Nel grande giardino, situato proprio dietro il Palazzo Comunale, Virginio ha piantato quattro abeti, che dovranno crescere insieme alla sua bimba, la quale già zampetta avanti e indietro, con un grande fiocco sulla testolina, appiccicato ad un ciuffetto di capelli fini e biondi. E c’è un bella pergola di glicine sotto la finestra della cameretta di Rossana, ed un altro grande pergolato di viti appoggiato al muro di recinzione del giardino, giù in fondo, dalla parte del Comune. Quanto si agita e traffica quel papà, per non far mancare niente alle sue “donnine”! Ma non basta. Enrica ha la scuola proprio vicino a casa ma a lui tocca badare alla piccina e ad altre cose necessarie all’andamento domestico; gli resta poco tempo per dipingere. Come fare per restituire il denaro che si è fatto prestare? Così decide di tornare a Milano a trovare vecchi amici che potrebbero aver bisogno del suo lavoro. Ma la situazione è molto diversa, ora che quasi tutti si sono assoggettati alle direttive del Partito! La fatica per trovare un’occupazione redditizia è veramente grande e Virginio esprime la propria angoscia negli scritti che invia a casa. Dovrà contentarsi di un ruolo poco importante in una ditta pubblicitaria, che allestisce gli stands nelle Fiere o esegue affreschi nei locali alla moda. Tiene un’agendina dove segna giornalmente tutte le spese sostenute, una per una, preoccupandosi per l’ombrello perduto sul tram e di non avere denaro a sufficienza per le “scarpe rosse” con il tacco alto che avrebbe voluto regalare alla moglie. E non vede l’ora che arrivi il sabato, per tornare a casa dalla sua piccolina, che dormirà nel lettone insieme a lui, con “le gambine” sul suo stomaco! |
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