MERCATI D'ANTIQUARIATO IN TOSCANA

Per la rubrica “Fra tarlo e tarlo” di Portobello Road
(A Carnevale, ogni burla..)

Firenze, 25 gennaio ’87 –
Da Piazza Ciompi e Via Martiri del popolo.



E’ un impatto visivo la giacca di Eugenia Baldi, gioiello "vivo" troneggiante dietro le ceramiche e i candelabri ad applique, adorni di fiori cristallini, poggiati sul banco “Lo scrigno”.

Il dirimpettaio, Dario Calcagnini, invece, vicino alle chicchere germaniche di un rosa incredibile, punteggiate da fiorellini bianchi che delimitano spazi gialli e coloratissime scene agresti , tiene esposto uno “scrigno” vero.

E’ una scatola di piombo, con un bassorilievo di puttini baccanti che espongono i culetti rotondi tra pigne d’uva, alzando al cielo coppette di mosto e soffiando in arcaici strumenti musicali.

Sul coperchio, un Bacco serioso e barbuto che potrebbe benissimo essere un “notabile”, aitante e ben nutrito, giace svestito tra i putti, mollemente adagiato su di un telo, come in attesa del borotalco dopo un normalissimo bagno quotidiano.

Procedendo di qualche metro, troviamo due giovani con i capelli d’oro rosso, intenti a sistemare stampe artistiche ed oggetti di vetro.

La ragazza, Bénédicte Cabon, esprime con la R deliziosamente rotolante, il proprio desiderio di recarsi presto in Inghilterra per fare acquisti.

La invidio: Londra mi è rimasta dentro, ingigantita nel ricordo, come una dolorosa immensità.
Viaggiare!…Sono troppo “grossa” per nascondermi dentro uno di questi antichi bauli dagli angoli rinforzati di ferro e tentare la magia delle fiabe orientali che fa partire a “razzo” persone e tappeti per aria o per mare.

L’illusione di essere in oriente me la dà comunque un cavallino rampante sul banco di Giancarlo Carboni.

Dipinto di rosso, adorno alla maniera delle danzatrici indiane, con cerchietti di finte perle intorno alle zampe corte e rotonde, richiama alla mente le spose-bambine che gli antichi Rajà legavano per la vita ai propri figli maschi ancora infanti.

Che il cavallino sia stato proprio un dono di nozze?

Un secondo cavallino, seicentesco, in legno lucido e scuro, sospeso a mezz’aria sul piedistallo, sotto il basto e la gualdrappa, se ne sta a testa bassa, triste e scontroso. Evidentemente ignora la propria superba bellezza.

M’informo sull’andamento degli affari. I mercanti sentono l’esigenza di pubblicizzare di più il mercato di Lucca. “Ah…si,….Lucca….”

Sul banco di Carmelo e Gianluca, battezzato “Velvet” (in mia presenza), sono esposti caratteristici bicchierini liberty, in vetro opalescente, francese; e bellissime cartoline, anche queste provenienti dalla Francia.

Ma il mio pensiero sta ormai divagando e L. S. Gérome e V.
Chevilliard hanno sicuramente una parte di colpa per quanto ora mi sta frullando per il capo.

Forse si sentirà un po’colpevole anche Renzo Fulvi che ha rimpinzato il suo banco, “La Botteghina”, di oggetti sacri: candelabri, acquasantiere, scapolari…

Una minuscola acquasantiera di raso che fu sicuramente color cielo, ricamata in purissimo argento, con Maria “Etoile de la mère” ed un crocifisso tutto dorato, del seicento, richiamano particolarmente l’attenzione dei passanti.

Ma io sto fissando un poggia-schiena vescovile, regolabile, tutto rosso…Racconta lunghe letture di breviari e serene colazioni mattutine.

S. E. l’Arcivescovo di Lucca non me ne voglia… ma è proprio dalla sua cattedrale, S.Martino, che si diramano a tela di ragno le stradine del “Mercato” mensile degli antiquari e, in questo frangente, non poteva non venirmi in mente quell’Architetto…a dir poco “intraprendente” che ha tramutato S.Martino in un vespaio !

I cannoni più grossi e lubrificati della critica d’arte e del giornalismo, hanno sparato pesante dalle terze pagine dei quotidiani nazionali per celebrare l’”accadimento”!

Ma siamo a Carnevale e, suvvia, diamoci un taglio!
I minuscoli bicchieri del nostro Carmelo si prestano per un brindisi di pace con i liquori più aromatici e raffinati, adatti sia a un palato vescovile come a quello di un Pier Carlo Santini o di una Wanda Lattes che, magari ,dopo il brindisi potrebbe vedere gli altari raddoppiati e quindi meno “rachitici”

Del resto, se per qualche compiacente “innovatore” non si facessero svuotare ogni tanto cantine e sacrestie, come camperebbero i nostri amici antiquari?

E il Sig.r Riccardo Lucchesi, inserzionista di queste pagine, sarebbe forse disposto a cambiare mestiere?

Alberta Rossana Bianchi

(Immagine correlata)


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