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Arrivano a destinazione nella tarda mattinata, con il sole già alto che batte spietato sul campanile dell’antica Chiesetta, circondata da campi aridi, coltivati a patate.. (Immagine correlata) La casupola che li ospiterà è piena di polvere ed infestata dalle pulci, che festeggiano i nuovi inquilini saltando qua e là a più non posso e, specialmente, sulle loro gambe. La proprietaria è Mariuccia, una vecchietta vestita di cotonina grigio sporco , con la pezzuola in testa ed un grembiule a fiori scuri. Ma quello che di lei colpisce di più, è il naso quasi inesistente, che sembra rosicchiato dai topi. Virginio si mette a preparare un letto per la famigliola ma, nella casa non ci sono reti o brande. Soltanto un saccone gonfio e scricchiolante di foglie di granturco, che verrà poggiato in seguito su otto casse di legno, disposte in maniera da lasciare uno spazio vuoto al centro. Un nascondiglio che Virginio pensava di utilizzare nel caso fosse arrivato improvvisamente un drappello tedesco, ma che, per fortuna, non userà mai; altrimenti ci avrebbe rimesso la pelle! Infatti, alla prima ispezione delle SS, armate fino ai denti, un soldato era andato subito ad infilare la baionetta nel saccone , scoprendo quel vano piuttosto sospetto e terrorizzando la bambina, convinta che il papà si trovasse proprio lì dentro. Invece, Virginio era stato trascinato da gli altri sfollati giù nel bosco, dove erano state scavate delle tane, come quelle degli animali selvatici e dove gli uomini dormivano, al freddo e nell’umidità. Era, forse, l’unica via di scampo, ma non per lui, che sentiva acuirsi i dolori nelle articolazioni fino ad urlare per lo spasimo; ed ogni volta che i compagni insistevano per portarlo giù insieme a loro, piangeva ed implorava. “Lasciatemi morire! Lasciate che mi ammazzino, quei cani bastardi! Non vi accorgete che non ce la faccio più?!” (Immagine correlata) E’ talmente arduo tirare avanti soltanto con qualche patata e un po’ di verdure selvatiche, bollite in poca acqua, perché anche quella manca; e si deve andare ad attingere con i secchi da una sorgente lontana, in fondo ad un burrone! Un cucchiaio di olio, quando si trova, ed un pizzico di sale che il fratello Giuseppe tiene da parte apposta per Virginio e gli fa avere per vie traverse. E magari, mentre la famiglia (raramente) si riunisce a tavola, dal soffitto della cucina, ricoperto da strati di mosche sovrapposte, se ne stacca un grappolo e finisce proprio in una delle tre scodelle, come ultimo “condimento”! (Immagine correlata) Dietro la casa, un albero di pere; uno di mele “giugne” e qualche vite con uva stenta. E’ permesso raccogliere solo i frutti caduti a terra, troppo maturi o con il baco e, normalmente,sono i bambini ad arrivare prima dei grandi, per approfittare di quella “cuccagna”! Però anche qui non si può restare. Un brutto giorno, un drappello di tedeschi arriva in paese ed incendia la Chiesa. Stanno cercando chi ha ucciso uno dei loro soldati ed è iniziata la rappresaglia. Enrica raccoglie le poche suppellettili rimaste e, questa volta, si mette il “cèrcine” sulla testa come le contadine per portare la valigia sul capo. Dei tre, è la prima a partire, con le altre donne sfollate, verso Fibbialla, un altro paesino nascosto tra i boschi. Virginio le seguirà più tardi, con la bambina per mano, cupo e guardingo, attento ad ogni rumore. Più volte i due dovranno abbandonare il sentiero, nascondersi tra i cespugli e trattenere il fiato. Quando, alla fine, compariranno le prime case, l’uomo tirerà un grosso sospiro di sollievo e dirà alla figlioletta: “Meno male che hanno tolto dalla strada gli impiccati!” Infatti i tedeschi avevano impiccato alcuni ostaggi con il filo spinato e li avevano lasciati appesi lungo la via, affinché tutti potessero vederli! A Fibbialla, vengono ospitati nella Sacrestia della Chiesa, dove già sono rifugiate molta altre persone di Massarosa tra le quali il cugino di Virginio, Lorenzo Renato, con la moglie Ele che da poco ha partorito una bambina e la moglie del fratello Giuseppe, Emma, sorella di Ele. (Immagine correlata) Tutti dormono su coltri o sacconi distesi sul pavimento. Sono ventuno persone, per lo più anziani, donne e bambini. Gli uomini rimangono fuori, nelle solite tane scavate tra l’erba alta, sulle “piane” degli uliveti. Enrica e Rossana avranno un trattamento di riguardo: verranno collocate in una piccola stanza, al piano superiore della Canonica, con il gabinetto adiacente ed una finestrella minuscola, coperta da una graticola bucherellata, che consente una parziale veduta della navata centrale della Chiesa. |
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