|
BLACKOUT – 28 Settembre 2003 (Immagine correlata) Partito con la luna settembrina, trasportato dall’onda di marea - pesciolino celeste dei miei sogni – hai incontrato la notte più fitta del duemila. Mentre io, trattenuta da un pesante cancello che impediva lo slancio del mio cuore, imploravo l’aiuto delle stelle. Poi, le candele rosse a torciglione dello scorso Natale, con le tremule faci nel vento della notte, mi hanno aperto la strada. E sono corsa via sciabolando con i deboli fari, con le lenti appannate degli inutili occhiali, sconvolta dall’ angoscia, solitaria in lotta contro il tempo. Intanto, l’attesa di tua madre stremata dal dolore, cercava di spezzare con le grida la notte; cacciare l’ombra dall’immenso ospedale immerso nelle tenebre dalle sale d’attesa, dalle spente corsie, nel rumore monotono degli insufficienti generatori. Sono trascorse lente le ore, finché l’alba ha imbiancato le finestre del “blocco parto” rivelando concitate presenze, camici verdi e azzurri e parenti appoggiati alle pareti. Ma solo quando tu, celeste pesciolino insanguinato, hai protestato per la prima volta con umani vagiti, agitando piedi e manine che spargevano amore, finalmente è tornata la luce. (Immagine correlata) Informiamo i lettori che altre poesie scritte per Federico si trovano nel SOMMARIO alla rubrica : "altre poesie edite e non" , nello spazio appositamente creato dopo la voce "dal 1993 al 2004". |
|
Seguendo questo link troverai informazioni su blackout e pesciolino celeste. Inoltre, potrai approfondire temi come blocco parto e federico. |