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A DONATELLA (Dicembre 1972) Donatella, non ancora crudo è l’inverno. Dal sorriso tenero cacciamo i tremuli cristalli del gelo ed alla mano lieve che accarezza le coltri portiamo fiori di primavera. Oltre il verde della finestra chiusa tu aneli altri verdi, altri cieli: sui prati di Piazza dei ... (continua) PASSAGGIO A LIVELLO (Passaggio a livello) Due sbarre calate: frattura. Oriente e occidente divisi, il giorno e la notte, l’attesa. Le luci si smorzano piano, scoppiettano stanchi i motori. La radio dell’Alfa davanti somiglia un’antica vecchietta che culla una zana. Ti auto ipnotizzi fissando il fanale che brucia… E’ l’alt di una corsa a ... (continua) UN PITTORE (Un pittore) L’occhio sfuggente di bambino impaurito tenta di nascondere l’ansia, manifesta negli scatti improvvisi, nel muoversi angoloso, nei pallori quasi di fanciulla. Uomo, tu?… Hai lasciato la rossa gazzella che correva danti ai tuoi passi lentigginosa di sole, altera nella semplicità con la quale ... (continua) BARBARA (versione integrale) Barbara, dolci sbatti gli occhioni neri, ritrosa alle carezze dispettose che per destarti, necessariamente, devo ogni volta come un rito passare sulle guance e sull’esile collo e sul braccino fragile, chiaro; come un mattino di questo lungo inverno rallegrato da ... (continua) LA NOSTRA STANZA Il disordine vivo che regna qui, il ticchettio di due sveglie discordi, una cintola rossa abbandonata, il moccoletto spento sull’angolo di un mobile. Ciabatte separate sui tappeti, cuscini con l’impronta di teste d’Angeli e shorts pieni di sabbia sulla poltrona “buona”. Un ciuffo di corolle di ... (continua) CARRARA 1980 A lato dell’arteria che conduce ad un cuore di pietra i roteanti globuli di latta, capillari scuri dal vigore legnoso porgono al cielo terso con secche dita rumori e rombi. Il vortice mi sbatte nei palazzi di vetro e, rabbiosa passione, contro le vette, seni montanari bianchi come ... (continua) CAPITA CHE... (Càpita che....) Càpita che un mattino si levi il sole più di buon umore e l’erba abbia sapore di mentuccia e il ginepro, men aspro al labbro del curioso, non punga ma accarezzi e cantino gli uccelli strofette di canzoni volteggiando nel valzer che i cancelli degli orti suonano al vento. Càpita che in cielo il ... (continua) IL TELEFONO Onde sulla battigia, cérchi nello stagno. Si snodano fili d’alghe. Parli e i sussulti del cuore balzano in aria come note in fuga. Vibrano ricordi, corde allentate di mandòle antiche. Che fai?… Serenate all’amore violato racchiuso nel torrione da carcerieri arcigni? Il volto della ... (continua) LETIZIA SPAGNOLI (Letizia Spagnoli - Pittrice naif) (Pittrice naif) Letizia, il ritrovarti è veder nascere un sole nel tramonto. Camaleonte d’animo gentile muti colore occhieggiando timida nelle tue stanze. Ammicca strisce d’arcobaleni, un tremulo sorriso, qual dolce dondolio di lumachine amanti. Che canti, che cori nel verde dei tuoi ... (continua) VERITA' - GIOVANE AMORE (Verità - Giovane amore) Se verità ci assale, - cruda amante - rifiutiamo di essere violati ed in noi ci stringiamo nel profondo paventando l’offerta fragili e neghittosi, - larve d’ombra - lontane da correnti. Ma dopo l’abbandono l’estasi dolorosa è la pace sublime con germogli di sole e spade verdi, a difendere fiori ... (continua) AGLI AMICI DE (Agli amici della Ghiarella ) Viareggio, 1981 La voce della pietra, aspra di porosi sussurri, s’è fatta canto. Levigata s’inarca, ammorbidisce ciottoli di spiaggia o raccolti sul greto mentre in fiume si bagnano sospiri. Segue l’onda di assolate marine o la tenera curva delle madri in attesa. Si frantuma nella gaia ... (continua) SAPORE DI CAFFE' (Sapore di caffè) E’ un correre pazzesco a un assurdo destino quest’iter mattutino ma col sorger del sole acquista la speranza forze nuove e ritrovarci a mente sgombra senza il peso del giorno, è un più dolce ritorno a molte cose usate; come quel forte sapore di caffè sulle tue labbra. Alberta Rossana Bianchi ... (continua) PER UN GATTO A Dario Bellezza – Viareggio 1980 Ansie senza sbocco nel vicolo cieco chiamano a sera gatti randagi. Cercano calmanti all’atavica fame mentre villoso sta sull’angolo un Lui a grattarsi la schiena e con l’occhio porcino controlla che niente sia sottratto dal bidone dell’immondizia. Lì si era ... (continua) DUE PIU' DUE (Due più due) Nell’imbarazzo di sapermi triste, farfugli frasi sciocche per strappare un sorriso dove prima scoppiettavano braci d’allegria. Ma io ti spiego una filosofia del due più due che non può fare nove anche se “Troppo facile!” tu dici e ti metti la maschera di noia. Sparirai, dove vanno i ricordi non ... (continua) PER CASO, L'ESTATE... (Per caso, l'estate..) Uno schioccar lei dita e il vuoto è intorno; la dolce prepotenza e la baldanza, sole sono rimaste e nella stanza è scoppiata l’estate. (Immagine correlata) Un’estate matura, poiché le membra fiacche anelano il ristoro della pioggia e la terra l’invoca, ché penetri e rigonfi le vene ... (continua) |
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