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(1988- Galleria “ Studio aperto” - Monza) MAURA…Maura…ora che ho scoperto la tua anima di puledra, potrei parlare di corse assetate e accaldate sulle stoppie irte, di soste stremate nell’ombra impenetrabile dei cipressi, di colline ondulate, basse e rosseggianti quasi soli al tramonto; di cieli visti attraverso un velo di polvere dall’occhio stravolto, chiazzati e roteanti nel moto vorticoso del cosmo. Ora che so delle tue scalate solitarie ai picchi dell’alpe e delle velocissime discese sulle piste nevose, potrei dissertare sui grigi e i bianchi e i viola dei marmi affioranti dai ghiacci, dagli strati di neve che caratterizzano le tue materiche creazioni. Ora che conosco il tuo cuore, troppo grande per la sua gabbia esile, potrei indicarti i vari modi di arginare il flusso denso e veloce della tua essenza vitale, per impedirne la dispersione nei pozzi senza fondo del “vampirismo” in agguato,nel “salasso” ad opera di certe ventose che potrebbero lasciarti nuda e reclina, come le tue “figure” possenti ma ripiegate, curve sotto invisibili gioghi. E cosa dire dei tuoi silenzi, ampi e profondi come i vani e le arcate dei tuoi palazzi di sapore metafisico; dei sorrisi brevi che ne interrompono l’ombra, come chiazze di luce sul selciato! Sì, potrei riempire pagine su pagine, in un discorso inesauribile come la tua vena, la tua voglia di esternare in colori quello che la tua voce non dice. Invece, Maura, solo una cosa per quello che penso di te: se i miracoli fossero a colori, io li vedrei con quelli dei tuoi quadri. Alberta Rossana Bianchi Pubblicata sul numero unico della rivista “NOVANTANOVE “ di Alberta Rossana Bianchi |
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