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Spedita in data 03/09/93 Pubblicata sulla "cronaca di Viareggio" Fine dell’estate: tempo di bilanci. Pubblici amministratori, operatori turistici, industriali, commercianti, semplici casalinghe che devono far quadrare i conti, tirano le somme per vedere quanto è rimasto in cassa, prima di programmare le spese autunnali, per una stagione che si prospetta piuttosto grigia, in tutti i settori. E gli artisti, cosa hanno fatto d’estate? Dico gli “artisti”, non gli artigiani; quei sognatori che invece di produrre oggetti utilitari di consumo, si ostinano a mettere in mostra cuore e cervello, emozioni e fantasie? Anche loro hanno speso, e non poco, in tele, pennelli, colori, legno, marmo, bronzo, attrezzi vari e così via, pur essendo tra i primi a risentire di ogni crisi economica, specialmente se non hanno un “nome” altisonante o addirittura sono agli inizi del loro percorso artistico. I mecenati non usano più; I mercanti d’arte, ridotti al ruolo di semplici “bottegai”, acquistano solo in base alle scarse richieste di vecchi e affezionati clienti. Dove rivolgersi? Come muoversi? Ed ecco che spuntano i “concorsi”, avvallati da qualche compiacente e“compiaciuto”amministratore dove i milioni sembrano ruzzolare a portata di mano, allettanti come frutti estivi. Perché non tentare? Le quote li partecipazione, contenute, in verità, strizzano l’occhio e invitano.(Spendi meno che per una “sveltina”, non ti pare?) E si va, speranzosi, con le nostre “creature” in braccio o sotto braccio, tutti in fila, ordinatamente. Chi sa che i quadri verranno appesi seguendo l’ordine alfabetico degli autori, cerca di calcolare addirittura i tempi, temendo di andare a finire in “castigo”, in un angolo o su per le scale! Ci separiamo da questi “figli” a malincuore, con la sensazione di mandare dei bambinelli in una gabbia di belve, per divertire un pubblico sado-masochista. Ma tant’è; i sogni non sono pane! Poi…gli ambienti sono prestigiosi, certo…; qualcuno dei giurati lo conosciamo, …ci abbiamo pure parlato, qualche volta. Forse ci ricorderanno con simpatia… Intanto ci affanniamo a ritrovare il nostro quadro, affogato da altri tre o quattrocento, tutti in concorso e magari più grandi e più colorati! E già subentra perfino il rimorso di aver speso quei pochi sodi che avremmo potuto impiegare nell’acquisto di un paio di pennelli o di un tubo di colore. Così, quando il giorno della premiazione arriva la mazzata, perché la nostra creatura non compare nell’elenco dei premiati, cerchiamo, senza trovarle, mille giustificazioni. – “Eppure era così interessante…così sentita…” Amico caro, se non ci arrivi da solo a trovare un perché, posso sempre suggerirtelo io. (Immagine correlata) Forse non mi crederai o forse farai finta di non credermi, per non guastarti qualche rapporto di convenienza: Qualcuno ti dirà di non dare ascolto a questa rottura di scatole, impicciona e intrigante, ché tanto non conta niente perché è sempre “al verde”, quindi non potrebbe pagarsi nemmeno un legale che sostenga le sue affermazioni! Allora sii tu, con la tua testa, a giudicare dati di fatto: dunque, qualche “dritto” organizzatore, avendo sperimentato quanto gli artisti siano fessi, (e rieccoli, questi inguaribili sognatori!), per come insistono nel partecipare alle manifestazioni da lui organizzate (dove risultano sempre premiati solo amici, parenti e benefattori dell’organizzatore medesimo) purtroppo non sapeva più come giustificare, dati i comprensibili mormorii, queste premiazioni ormai scontate. Così, ha giustamente pensato che, cambiando zona, giuria e denominazione di un premio, si potesse tranquillamente ripartire da capo con la solita tiritera e ridividere tra i soliti amici, parenti e benefattori un monte premi ancor più consistente, senza che qualcuno battesse ciglio. Tanto a Viareggio, d’estate, con la confusione che c’è, con gli amministratori comunali giovani e inesperti, inserendo qualche nuovo elemento in giuria, polverone più… polverone meno…. E allora, DAI !… In barba a tutti quanti, soprattutto a chi, con sacrificio, umiltà e costanza opera nel settore delle arti con fede e per amore. Queste le persone che vengono ogni volta offese e calpestate, con il benestare di chi dovrebbe difendere e tutelare i più elementari diritti di ogni cittadino, artisti compresi. Alberta Rossana Bianchi |
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