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Milano - 1988 Il rosa dei susini in fiore, addossati al muro di recinzione sul retro del PALA-TRUSSARDI, preannuncia la Milano “diversa” che intravedo, con le Caravans dei Togni ammucchiate al sole, sotto pagode di tela bianca. I susini sono quello che rimane del sogno di “nonno Togni”, di creare cioè un giardino tutt’intorno; frustrato poi e dalla polvere e dal vandalismo dei frequentatori del luogo. Mi inoltro fra le case mobili, ancora sonnacchiose nel mattino domenicale. Zampettano tra le roulottes, cagnolini inglesi con i ricci a chicco di granoturco e il ciuffetto alto sulla sommità del capo , noncuranti e silenziosi, con l’eleganza innata delle razze regine. Spuntano dal fondo i lunghi capelli di (Immagine correlata) un’adolescente. –“Ciao bionda!..”- Grida ella da un vano ombreggiato, correndo incontro alla mia accompagnatrice, sua seconda cugina, per avvolgerla in un caldo abbraccio. Lei invece è bruna; bruna d’occhi e di pelle, del tipo particolare che proviene dal ceppo nomade dei “nobili del Circo”, indiani o gitani, forti e fieri del fuoco che hanno nello sguardo e dei muscoli che guizzano sotto i morbidi panneggi degli accappatoi o sotto i ruvidi jeans decolorati. Holer, uno dei due figli di “NONNO” Wioris e di nonna Liliana, sta lavorando intorno ad una grossa ruota di autotreno. Come persona, incarna il sogno dei giovani d’oggi, sospesi in bilico tra fantascienza e romanticismo, temerarietà e affetti domestici. Il suo cranio calvo risplende con riflessi di bronzo, perfettamente in carattere con la lucentezza dei “bolidi” con i quali egli affronta quotidianamente le più spericolate avventure. (Immagine correlata) Intravedo anche sua moglie, alta e maestosa nel semplicissimo look mattutino; bruna, fianchi snelli e seno giunonico, quasi un’eroina di “Bathman”. Ha i capelli legati dietro la nuca, come la minore delle due figlie di questa bellissima coppia. L’altra figlia, la bionda Yester, (15 anni), sta disegnando appoggiata ad un ripiano di legno nella carovana di nonna Liliana, che ha ancora gli occhi gonfi di sonno. Più tardi, in questi occhi scurissimi e lievemente obliqui, come in quelli del marito Wioris - e nella loro particolare maniera di guardare le nipotine - avrò modo di scoprire come, nel piccolo cerchio di una pupilla, possano essere rimaste imprigionate tutta l’esperienza e la saggezza di un intero mondo. Siedo al loro tavolo, all’aperto, con il sole sul viso.. Dividono con me il loro pasto, mentre dalla vicina tenda degli inservienti di colore, giungono i profumi di vari intingoli piccanti e di cipolla soffritta. Di fronte a me, una trapezista del circo Medrano, parente di Liliana, immobilizzata su una carrozzina da un trauma vertebrale irreversibile (per una caduta dall’alto senza l’ apposita rete), assapora il cibo con appetito senza mai perdere di vista i due figli maschi adolescenti, docili e ben educati ; mentre il marito Bernard Hones, pure lui grande “angelo del trapezio”, le fa da infermiere e cameriere, fedele e innamorato. La sera precedente sono stati insieme in discoteca e lei, Evelise, lo accusa di essersi dimostrato “antico” nel modo di ballare ; “naturalmente con le altre”! Ed ora ridono entrambi, guardandosi negli occhi. (Immagine correlata) E’ chiaro che il perno della famiglia è proprio lei, procellaria caduta nella tempesta…ma ancora e sempre presente nel nido, dove sta con le ali allargate a proteggere la prole, non ancora pronta al volo. Intorno al tavolo, si muovono rapidi tutti i ragazzi, aiutando Liliana e rivolgendosi di continuo ad interpellare il NONNO per ogni cosa. Ora cercano di interessare gli adulti, mostrando i disegni e le pitture che hanno realizzato con i pennelli di martora, i colori e le costose attrezzature da “plein-aire” che proprio il nonno ha acquistato per loro. I disegni sono ingenui, puliti e chiari come le iridi trasparenti di questi “bambini”, che potevo trovare solo qui, in questa oasi luminosa precariamente poggiata sulla ghiaia, ma stabilmente galleggiante su una distesa infinita d’AMORE, vasta più degli oceani. Un’oasi che, in qualsiasi occasione, potrà liberamente spostarsi su questo “elemento” come sull’acqua, lungo le mille strade liquide che attraversano ogni continente, per arrivare dal cuore degli uomini al cuore della terra e viceversa, nell’eterno flusso e riflusso pulsante della vita. Siamo ormai colme di sole, di vino e di affetto, quando la mia accompagnatrice ed io decidiamo di accomiatarci dai Togni; ma ancora i ragazzi si affollano intorno a noi per altri consigli, altre domande, sorridendo attraverso gli apparecchi metallici messi a correggere la dentatura. L’ultima a salutarci sarà Yester; una creatura costretta a leggere le parole sulle labbra del prossimo e a guardarlo perciò “bene in viso”! E forse è per questo che, fra questi potenziali pittori in erba, è l’unica ad aver disegnato un interessante ritratto maschile. E’ palese che l’attenzione di tutti i componenti del nucleo familiare è soprattutto per lei, che sta fiorendo tra le molte difficoltà quotidiane come i “susini” del nonno su un terreno difficile. Ma in questo pezzetto di paradiso (dove io, oggi, mi sono riconciliata con la vita), circondato dal cemento della metropoli che già cerca di soffocarne il respiro, con altri nuovi palazzi che sorgono poco più in là, ci sarà sempre una zolla feconda sulla quale un bambino possa aprirsi al cielo e alla luce come i petali di un fiore; perché il grande NONNO WIORIS non può avere seminato invano! Alberta Rossana Bianchi P.s. - Per vedere le didascalie delle foto, fare clic sopra le foto medesime. |
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