SVEVA E L'AUTUNNO - cap.10°


Settembre, la dolce stagione dei ricordi… e dei ritorni.
Sveva, un anno fa, scrisse una poesia dedicata all' autunno, la stagione da lei più amata, che ogni anno la riporta alla vita, dopo le sofferenze estive; ed ora la ripropone in questo spazio, per chi abbia il piacere di leggerla ancora una volta:


Settembre, vestibolo di autunno,
dolce stagione dei ricordi
che ogni anno mi riporta la vita
con le timide nebbie della sera.

Non più gli acuti fari sciabolanti
mi feriscono gli occhi nel ritorno
e i contorni sfumati delle cose
lasciano spazio alle immagini vive
della testina d’oro di Federico
che zampetta per casa
con le scarpine, gialle
come le foglie delle ortensie.

Il muschio vellutato
è un richiamo alla sosta silenziosa
tra il profumo di alloro e di limone,
sotto l’ombrello verde della mimosa
nell’angolo più fresco del giardino.
E la pioggia notturna sul pitosforo
frusciando e sgocciolando
concilia i miei sogni irrequieti.

E’ ancor presto per vortici
di foglie roteanti
maculate di rosso, giallo e bruno
che la danza del vento per le strade
porterà ad ammucchiarsi sulle soglie.
L’ uva è ancora fra i tralci
e i fichi stanno appesi al ramo
col pendulo richiamo
della goccia argentata.

L’attesa della vendemmia,
tra nugoli di moscerini
e il colore del vino che verrà...
l’attesa di una tregua
per il troppo dolore
tra fiumi di sangue versato
più rosso del vino novello.



Purtroppo, le speranze di Sveva anche per quest'anno sono state deluse.
Come sono corsi via questi mesi!

Pensare che Federico, il 28 settembre compie due anni .
Chiacchiera come una cincia e la nonna è rimasta stupita e commossa nel sentirsi dire da quel soldino di cacio:- "Nonna, te impai ciubito tutto!"( traduzione:tu impari subito tutto!)

"Meglio sarebbe stato s'io fossi stata un po' più dura di comprendonio! Sicuramente avrei patito meno!"
E' stata la risposta di Sveva
.

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Appena poche settimane e già si sono attenuati gli echi delle ultime terrificanti tragedie dovute alle devastazioni nel golfo del Messico dell' uragano Katrina , ed alle inondazioni nel Giappone e in Francia causate da eventi similari;

sono ormai divenuti di “routine”i quotidiani attentati terroristici, normalmente rivendicati da Al Quaida, che provocano centinaia e centinaia di morti, ed anche la commemorazione della caduta delle “torri gemelle “ di New-York, l’11 settembre, non ha avuto la risonanza che molti si sarebbero aspettati.

E’ strano come anche le più grandi e sconvolgenti disgrazie, possano arrivare ad essere considerate come un’abitudine, quando ogni singolo individuo si sente diventato ormai tanto fragile da non poter reggere più a quest’andazzo e spenge inorridito il televisore o allontana dal tavolo il giornale quotidiano, rifugiandosi in un angolo del proprio egoismo, dovuto all’istinto di sopravvivenza!

Si vanno a cercare siti ombrosi , profumi di bosco o di spiagge solitarie, rumori sommessi, sussurri, fruscii quasi impercettibili tra le erbe umide dei prati… Tutto quello che ci rigenera e ci consola.. che ci faccia sentire di nuovo “umani”;

che ci faccia riscoprire che può esistere ancora un “DIO”…; che l’AMORE non è definitivamente morto, che l’albero della vita può ancora dare germogli…



Giorni fa, gridando :- "Basta!...Ora basta!..." - Sveva è salita in macchina per fare un giro nella zona del lago di Massaciuccoli, ancora in parte incontaminata , proprio per riscoprire se ancora valga la pena di continuare a combattere , se resta ancora qualcosa di “vergine” e di “pulito” da lasciare ai propri figli, ai nipoti…

Le grandi distese di girasoli, ormai disseccati e penduli, con il capo annerito dal troppo sole, sembravano stuoli di madri vedove e orbate dei figli ancor prima di vederli crescere; immobili nella calura, in attesa di non si sa cosa, sentinelle rinsecchite dal dolore e dalla sete.

Nei viottoli secondari, sedute di traverso su vecchie sedie impagliate, ragazze di colore a cosce nude in attesa di clienti; altre, ai bordi della strada polverosa, contattavano camionisti di passaggio.

Cantieri per costruzioni di capannoni industriali, iniziati da poco, sempre ai margini della via, con mucchi di materiali ammassati alla rinfusa a cielo aperto….

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Sì, tutto questo...ma ancora resistono, lontano, file di scuri cipressi che sfidano il cielo azzurro e limpido, case coloniche sorridenti tra alberi da frutta e campicelli coltivati e rigogliosi, canali erbosi e sereni che scorrono liberamente tra le canne ed i falaschi ; luoghi dove puoi distenderti sull’erba in solitudine a contemplare il volo degli uccelli o , di notte, le stelle…

Dove Sveva, da giovane, veniva a sdraiarsi sugli argini con l’amato a guardare la luna e a curare le sue “ferite”d'amore con la fresca rugiada della notte.


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Dal 5 settembre u.s., quando della catastrofe Katrina si parlava ancora come di “ Un cimitero a cielo aperto, migliaia i morti” – (dal quotidiano IL TIRRENO) – per la prima volta, il governo federale USA azzardava un bilancio della tragedia, mentre proseguivano episodi diffusi di sciacallaggio con stupri, omicidi e linciaggi e da ogni parte si levavano aspre contestazioni alle massime autorità americane, principalmente dirette al presidente Bush.

Così, l’attenzione della stampa e delle radiotelevisioni invitate chiaramente a sminuire la gravità della situazione ed alleggerire la cappa di piombo calata su New Orleans si è spostata su altri obiettivi, più terra terra, alla portata di tutti e che, almeno in Italia, come il gioco del calcio, riescono a distogliere “la massa” da pensieri più razionali e costruttivi.

Parliamo della “ politica”, intesa però come “gioco di parte”, che coinvolge tutti coloro che hanno “interessi economici da tutelare”o debbono usufruire delle “immunità parlamentari” per nascondere attività poco pulite.

E le prime pagine e le testate dei telegiornali, si aprono quotidianamente sulle piccole beghe personali tra l’uno e l’altro presidente di partito, tra presunte “invenzioni” vecchie di decenni tirate fuori da un cassetto ormai in disuso, tanto per alzare un polverone, ed altre idee magari nuove ma senza senso, che però hanno il pregio di farci conoscere a fondo le “qualità” di coloro che dovrebbero (ahimè) rappresentare degnamente il popolo italiano.

Succede allora che, la maggioranza delle persone prive di risorse, alle quali sia stata preclusa anche la ricchezza interiore creata dalla la fantasia e dalla poesia (le quali hanno il potere, in casi estremi, di salvarci la vita,) e che si affidano fiduciose a uomini e donne appartenenti a una fascia privilegiata, votati dal popolo per il bene del popolo, si sentano tanto disorientate e tradite da non sapere più come andare avanti .

Schiacciate da una parte dalla gravità degli eventi naturali, dall’altra dalla malvagità, dalla stupidità e dall’indifferenza dei potenti, perdono ogni speranza nel mondo intero...

Per cui, lasciate sole con i loro problemi, arrivano a soluzioni inaspettate ed irreversibili, sterminando la propria famiglia prima di dirigere un’arma anche verso sé stesse..

Anche queste persone sicuramente, prima di arrivare a tanto, avranno gridato : - ” Basta!…basta!…” - con tutto il fiato che avevano in gola , senza trovare consolazione, senza una mano che si tendesse verso di loro per porgere un aiuto.

Magari mentre Bush giocava a golf e Berlusconi contava davanti allo specchio quanti capelli gli fossero già ricresciuti.



Mercoledì 28 settembre 2005 – Federico compie due anni

Quanti regali! Troppi! Sveva guarda con preoccupazione le stanze della piccola casa di suo figlio, ingombra degli scatoloni colmi di giocattoli, e la fila dei piccoli camions di plastica parcheggiati sul marciapiedi del cortiletto esterno.

La mamma di Federico arriva insieme ad una amica ed ambedue hanno le braccia cariche di vassoi contenenti ogni ben di Dio che appoggiano sul tavolo dell’ingresso-tinello, dove sono collocate le sedie nel poco spazio disponibile, per le molte persone che sicuramente interverranno.

Il bambino è eccitatissimo; si arrampica sopra il tavolo per afferrare ogni cosa e corre da una stanza all’altra, da un giocattolo all’altro, creando non poca confusione.

Quando giungono i primi invitati, Sveva se ne va, consapevole di essere un fastidioso ingombro, piena di problemi che le impediscono di partecipare con allegria a questo tipo di ricevimenti e timorosa che l’imbrunire cali ben presto lungo la via del ritorno, creandole difficoltà nella guida della piccola utilitaria.

Forse dentro di sé nasconde anche la sofferenza che le provoca il pensiero di quanti altri bambini come Federico, ma non fortunati come lui, avrebbero potuto essere resi felici, almeno per un giorno, con uno solo di quegli oggetti o di quei dolciumi che il piccolo aveva ricevuto tutti insieme e che non avrebbe certamente apprezzato, sia per la troppo tenera età, come per ovvie ragioni di limitatezza di spazio e di tempo .

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Spera di rivederlo presto il nipotino, senza troppa gente intorno, con calma e serenità, per quanto sarà possibile essere sereni, in una situazione mondiale tanto disastrosa e in un’Italia a catafascio,dove la gente viene quotidianamente presa per i fondelli da chi finge di esultare di fronte ad una realtà di povertà crescente, di malasanità conclamata, di nevrosi collettive, di scarsa cultura e di una inesistente libertà, schiavi come siamo divenuti dei mass-media sempre più invadenti.
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Intanto uragani e tifoni continuano ad imperversare, in America, in Giappone, in Cina, in Corea e di nuovo in India, distruggendo ed uccidendo più di quanto non lo faccia una guerra cruenta e senza alcuna probabilità di prossimi armistizi; anzi, più passano i giorni e più si acuiscono gli scontri e le azioni terroristiche.

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Nemmeno del “mostro di Firenze” o del caso “Francesco Narducci” si parla più, se non per dichiarare che la morte del medico perugino rimarrà sicuramente impunita e che la procura di Firenze farà del suo “mostro” quello che crederà opportuno : cioè un bel nulla, dato che evidentemente dovrebbe rimangiarsi tutto quanto è stato detto e fatto fino ad oggi.

E chi comprerebbe o leggerebbe più i numerosi libri in circolazione scritti da emeriti letterati, giornalisti, psicologi o investigatori, se venisse fuori che il famigerato killer è in verità una persona completamente diversa da tutte quelle fino ad oggi investigate o semplicemente segnalate e descritte nei suddetti racconti?

Persino Gabriella Carlizzi dichiara di voler abbandonare le sue investigazioni per darsi alla politica!

Visto e considerato che anche la furbissima volpe della favola, non riuscendo ad arrivare all’uva della pergola, ritenne più conveniente cambiare proposito giustificandosi con l’affermare che:“Tanto, quell'uva non era matura!”

(Dovrebbe essere successo proprio di questi tempi, in “attesa della vendemmia!”)


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LE NOTIZIE QUI A SEGUITO RIPORTATE SONO STATE TRATTE DAL QUOTIDIANO “IL TIRRENO”

Il mese di ottobre è iniziato con altri gravissimi attentati kamikaze nell’isola di Bali.
Tre i terroristi che hanno colpito in due ristoranti di Jambaran Beach , paradiso turistico dell’isola , e in uno di un centro commerciale di Kuta.

Molti i morti e circa centocinquanta i feriti. Anche questo attentato ha le solite caratteristiche di quelli rivendicati da Al Quaida.

A seguire, nuovi uragani , alluvioni e terremoti continuano ad infierire in diverse zone del pianeta, dall’America al Giappone, a diversi paesi asiatici, compresi India e Pakistan, come se la terra rispondesse alla violenza degli uomini con le peggiori catastrofi naturali.

A città del Guatemala, il 5 ottobre, il passaggio dell’uragano Stan, che ha colpito anche El Salvador, il Messico e il Nicaragua, ha provocato gigantesche frane di fango, staccatesi dalle montagne a causa delle piogge torrenziali.

Nel villaggio di Panabaj i morti sono già almeno1400 . La cittadina di Santiago Atitlan è stata sommersa quasi completamente da un mare di fango, pietre e terra, sceso dal fianco del vulcano Toliman.

In alcuni punti, il fango ha raggiunto 12 o 13 metri di altezza. Forse 3000 i sepolti sotto il fango.
Fortissime piogge si sono accanite particolarmente contro gli abitanti di San Marcos.

La mattina del giorno 8, un terremoto di magnitudo 7,6 della scala Richter ha scosso i paesi della valle dell’Indo.

.L’epicentro, nella zona contesa del Kashmir, l’altopiano chiamato “Tetto del mondo”.
Interi paesi scomparsi. I morti accertati sono già più di 20.000 e oltre 42.000 i feriti; ma alcune zone risultano ancora isolate.

400 bambini hanno perso la vita nel distretto di Manshera, nel Pakistan nord-occidentale, per il crollo degli edifici scolastici e, in alcuni villaggi, è stata cancellata un’intera generazione.

Il resto del mondo si mobilita per correre in aiuto ma, chiaramente, saranno gocce d’acqua in un deserto. Le forze degli “uomini di buona volontà” non bastano più per arginare il dolore e l’orrore di queste situazioni.

L’immensità di queste tragedie travalica ogni umana immaginazione.


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Sveva è sempre più triste in questo panorama infernale , anche perché il nipotino si è ammalato ed ha avuto la febbre altissima, oltre 40 gradi.

Sembra trattarsi di una semplice influenza, ma la nonna non dorme la notte per il timore che l’episodio possa ripetersi, dato che il bambino è molto irrequieto e non si riesce a tenerlo a letto.

La donna si sforza di fingere tranquillità, soprattutto con gli estranei, ma il battito accelerato del cuore e le fitte dolorose alle tempie, sono sintomi di una situazione preoccupante, per lei che vorrebbe correre più spesso ad abbracciare quel piccolino, divenuto pallido e irritabile!

Vorrebbe fargli da scudo contro ogni genere di malanni; proteggerlo contro tutto e tutti; essere per lui un indistruttibile baluardo dove le frecce del male vadano a spuntarsi contro la dura roccia.

Invece è solamente una debole, traballante ed ingombrante “nonnona”, divenuta troppo sensibile e che non regge più il peso di questo mondo infame!

Per un certo periodo, aveva smesso pure di sognare, la notte.
Ora, invece, ha persino degli incubi nei quali migliaia di polli e di tacchini la sommergono, starnazzando a più non posso, mentre presenze umane con il volto coperto da mascherine protettive la inseguono, agitando grandi sacchi di plastica dove potrebbero rinchiuderla insieme ai polli.

Ci mancava pure la minaccia dell’influenza aviaria, la così detta SARS, a dare il colpo di grazia alla povera Sveva, stretta nell’angolo del suo “ ring” familiare, dove ogni giorno deve combattere una sfida diversa, cercando disperatamente di rialzarsi ogni volta da terra prima che scocchi il fatidico gong!


Una notizia abbastanza recente, che riguarda il caso Narducci - Mostro di Firenze, riporta che è stata rimandata al 4 novembre
prossimo
l'udienza per "incidente probatorio" che avrebbe dovuto tenersi a Perugia lo scorso 7 ottobre.

Ma quale importanza ha ormai questa notizia confrontata con la più recente rivelazione che quantifica in 50.000 i morti della tragedia in Parkistan e in 62.000 i feriti, senza sapere quanti sono i dispersi?

E avere la consapevolezza che sta crescendo in maniera incredibile il numero dei bambini dimenticati dalle madri o dei neonati abbandonati fuori o dentro i cassonetti delle immondizie?

O vedere quasi ogni giorno gettare a mare clandestini di ogni età
dagli scafisti delle "carrette del mare", senza che qualcuno riesca ad arginare definitivamente questa vergogna?

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Alcune sere fa, Sveva ha assistito alla trasmissione televisiva di Canale 3, "Un giorno in pretura" "ULTIMO ATTO" - nella quale veniva ripresentata per l'ennesiva volta una sequenza dei "processi-farsa" fiorentini che hanno condannato prima il Pacciani e poi i compagni di merende.

Lo squallore dei personaggi, sia degli accusati quanto dei testimoni ed il "balletto" degli avvocati e dei giornalisti
presenti in sala per accaparrarsi il posto "d'onore" vicino agli
imputati, allo scopo di essere ripresi dalle telecamere, era veramente allucinante.

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Sveva è ormai convinta che l’inchiesta fiorentina sia praticamente conclusa e che niente di nuovo possa essere più preso in considerazione, nemmeno se fosse un elemento talmente eclatante da poter capovolgere completamente il verdetto.

Però, prima di dichiararsi sconfitta, vuole aspettare il risultato dell’udienza per l’incidente probatorio, fissata per il 4 di novembre dalla Procura di Perugia, che ancora dovrà chiarire alcune cose in merito alla morte di Francesco Narducci..

Se anche quest’ultimo atto dovesse considerarsi definitivo e servisse a seppellire per sempre una verità che , purtroppo, non è ancora mai arrivata allo scoperto, Sveva si arrenderà per delusione, per stanchezza e per destinare le pochissime forze rimaste a qualcosa che ne valga la pena.



Questa volta, cesserà veramente di lottare ed il “Lupo”, che invecchiando avrà sicuramente perduto un po’ di pelo, ma non il vizio, continuerà ad uccidere nelle notti di luna nuova o durante i pomeriggi assolati delle vacanze estive, quando il troppo caldo gli darà alla testa allentando la sua capacità di auto-controllo e la vista delle giovani coppie innamorate, con le ragazze discinte ed i piedi nudi (soprattutto i piedi nudi) scatenerà la sua furia di sado-masochista semi-impotente.

Poi, come sempre, compiuto lo scempio, partirà per andare a perdersi temporaneamente in paesi lontani, lasciando che la sua coda lunga e pelosa segni sulla spiaggia o sulla polvere della strada, tracce raffiguranti teschi, tibie, stelle a cinque punte, svastiche…e tanti, tanti numeri; dal numero 8, che ricorre più spesso, ad altri numeri chiave, dei quali nessuno ha “ voluto” mai comprendere il significato ( anche se sarebbe stato facilissimo capire l’arcano!).

E questo, nel timore di dover accettare un’evidenza che avrebbe potuto turbare le coscienze di chi aveva “già condannato” altri individui, i quali , per depistare le indagini, forse avevano ricevuto semplicemente denaro o, più probabilmente, minacce di morte.








Facendo click qui troverai informazioni su settembre e autunno.
Si parla inoltre di girasoli e massaciuccoli.
Argomenti correlati: ( giochi di potere politica capelli di berlusconi ).

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