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Mercati dell’Antiquariato in Toscana Dalla LOGGIA DEI BANCHI di PISA 14 Dicembre 1996 Alle 10,30 telefono ad un amico che ha una Galleria sul Lungarno Mediceo per sapere se a Pisa piove. “Si, viene grossa come noci ma il mercato degli antiquari c’è. Passando ho visto i banchi, coperti con il nylon”. Arrivo sotto una pioggia pesante e trovo i miei inserzionisti fradici. Perdonate il gioco di parole, ma li hanno addirittura “sloggiati” dalla Loggia, oggi occupata per tradizione da altri venditori ambulanti. Sicuri di stare al coperto, la maggior parte di loro era venuta senza ombrelloni ed ora cerca scampo sotto quelli degli amici più fortunati. La coppia livornese della “Numismatica Labronica, tenta l’impresa, più che difficile disperata, di tenere insieme due tende con i nasini da bucato. I goccioloni, filtrando, rimbalzano sulle medaglie. Pure, la Signora non ha perso il sorriso, come la francese Lebon, del resto, che stavolta ha i ricci e appare ancor più carina e cordiale. La pioggia lava e sciacqua con insistenza i suoi splendidi “vetri francesi”. “Vede, anche a Pisa non mancano certo i problemi!” Ritrovo poi la Signora dei bijoux di Carlandrea Franchi, seminascosta sotto un berrettone di pelo. Ammiro la sua serenità. “Che vuole, i clienti ci aspettano! Anche con acqua e neve, non possiamo deluderli.” Evidentemente questo è un appuntamento d’amore, con il pubblico, con la città! Un venditore di stampe artistiche tenta di riparare le cartelle addossandole al muro della Banca, sotto la grondaia e, imperterrito, se ne sta lì seduto su uno gabellino di tela, riparato soltanto per metà. Un altro, più giovane, deve trattenere da solo un bambino di tre o quattro anni che tenta ad ogni istante la fuga sotto la pioggia. Moglie e cognata, evidentemente, non hanno resistito. Confesso che la costanza di questa gente mi coglie impreparata; al loro posto mi sentirei, nella migliore delle ipotesi, un capitone messo a guazzo in una vasca da bagno, in attesa di essere sacrificato alla mensa di Natale. Faccio pure nuove conoscenze:un giovane di Chianti che fa i restauri ed un mercante di Camaiore che mi dà appuntamento a Viareggio per il 27. “Ma come, a Pietrasanta non va?!” Già, dimenticavo; il mercato di Pietrasanta coincide con questo di Pisa! Può darsi che là non piova nemmeno. Arrivo in piazza del Duomo che già imbruna. Soltanto cinque banchi hanno resistito, sotto l’acqua torrenziale Fa molto freddo e gli elettricisti non hanno attaccato i cavi per le luci.. “Dobbiamo andarcene per forza!…. Non possiamo lavorare al buio! ..Ciao.., Bianchi!” E cominciano, con rammarico, a smontare i tendoni. 21 DICEMBRE – LUCCA Via del Battistero ha molti spazi vuoti e Piazza San Giovanni appare meno affollata del solito. I disagi del mese scorso hanno convinto parecchi ambulanti a rimanere a casa o tentare altre piazze. In compenso, c’è qualche volto nuovo, dietro i banchi. Chi viene…chi va… con questi vagoni carichi di sogni a ritroso: bamboline dai capelli di seta con i fiori sul cappello; vecchie divise militari… calici di cristallo che sbocciano dagli steli d’argento brunito, trasparenti corolle di campanule. “Il gelo le spezzera?…Sembrano così fragili”. Rabbrividisco vicino alla fontana di Piazza Anteminelli, cercando con lo sguardo i piccoli fuochi cangianti dei gioielli chimici, surrogati di sole con i quali vorrei ricoprire ogni lembo scoperto della mia pelle intirizzita, in un’illusione di ritrovata fanciullezza e di lontane, radiose stagioni. 27 DICEMBRE – VIAREGGIO I banchi si contano, scorrendo in macchina lungo la Via Regia e tornando indietro, lungo la via che fiancheggia il canale. Mi aspettavo una maggiore partecipazione, in questo clima natalizio. Improvvisazione?…Disorganizzazione? Peccato. La locandina era piuttosto invitante. Tira vento. I banchi che danno sul canale Burlamacca illuminano la merce, che rischia di prendere fuoco, con decine di candele accese collocate tra gli oggetti, piuttosto belli, in verità. Trovo il Sig. Stagetti, di Camaiore, con le stampe artistiche e decorative; la Numismatica labronica ed un banco proveniente da Montignoso, di Albino Monacelli, simpatico e quieto meridionale. Tratta orologi, cornici e regolatori. Mi trattengo poco; quindi telefono ad un’amica giornalista, augurandomi che possa pubblicizzare l’iniziativa sul suo giornale. Domani, tempo permettendo, sarò a Firenze, dove spero di vedere gli inserzionisti che non erano presenti a Lucca. 29 DICEMBRE – FIRENZE Incontro i primi banchi sulla “Via dei Martiri del popolo” che incrocia la Piazza dei Ciompi , formando con essa una T maiuscola, il cui ramo sinistro abbraccia il “Mercato delle pulci”. Sono appena le 14,30 e già il pubblico comincia ad affluire…(segue) Alberta Rossana Bianchi Testo pubblicato su PORTOBELLO ROAD nel primo numero del gennaio 1987. |
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