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1980 A testa in giù con le coscette al sole stava la bimba appesa all’altalena. Pendeva dalla pergola la fune e il palo scricchiolava nell’attrito: “crich – crach – crich – crach…” Ai piedi, scarpine coi lustrini come quelle dei trapezisti; gonnellino di trina e il reggiseno senza seno – s’intende, con nodi di stagnola appuntati qua e là, farfalline lucenti un po’ sbilenche. I capelli di cenere, sottili, dietro l’ondata d’aria sbattevano sul visetto di loto e avorio chiaro con gaudiose carezze. “Ti va il sangue alla testa!” “Ti fa male!” Invano intervenivano le amiche della mamma. A testa in giù, fissava gli occhi verdi del gatto che seguiva, con una zampa in aria il dondolio dei fiocchi; scopriva le pigne d’uva acerba, la pancia degli uccelli appollaiati in alto sulle viti, le rughe sotto il mento del nonno, le mutande di Iole che al lavatoio risciacquava i lenzuoli da sciorinare al sole… A testa in giù cercava di vedere, rispetto agli altri, qualcosa in più. Alberta Rossana Bianchi |
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