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VIRGINIO BIANCHI E LA MADRE VIRGINIO BIANCHI-(Massarosa – 28/06/1899 – 25/04/1970) (Immagine correlata) INTRODUZIONE ------------ Una donna seduta sopra una sedia impagliata, con un bambino sulle ginocchia ed un altro in piedi, vicino a lei. Gli abiti sono chiaramente del primo novecento e, dall’abbigliamento, è ... (continua) V. B. - DAL 1924 AL 1932 Visto e considerato che, con il suo modo di pensare, ormai a Massarosa e dintorni sicuramente non avrebbe più ottenuto incarichi importanti e che, in seno alla famiglia, gli scontri con il padre ed il fratello si facevano ogni giorno più aspri, Virginio decide di trovare uno sbocco fuori dal paese ... (continua) IL MATRIMONIO CON ENRICA BIAGI 1936 Quando nel febbraio 1936 Enrica e Virginio si sposano, nella Chiesetta della Spina a Pisa, la casa non è ancora pronta. Ma i due hanno deciso di rimanere ancora un po’nell’abitazione di lei, finché i lavori non siano terminati. Il viaggio di nozze in Sicilia, con prima tappa a Roma, rimarrà ... (continua) LA PRIMA MOSTRA PERSONALE 1932 Comunque vadano le cose, Virginio lavora alacremente per presentare la sua prima Mostra Personale a Viareggio. Dopo il diploma, ha dipinto tanti piccoli quadri, quasi tutti su tavolette di compensato o su pezzi di juta, ricavata da sacchi usati, per non sottrarre denaro al già magro ... (continua) IL MARITO DELLA SIGNORINA (Il marito della Signorina - di V. Bianchi) Racconto di VIRGINIO BIANCHI – Scritto a Massarosa nel 1936 (Dall’ Antologia “FIRME ALLA RIBALTA”) Picchiettare alcune ore del giorno sui tasti della macchina da scrivere, sembra una necessità, per quell’òmo che si vede dalla finestra che dà in casa e, più propriamente, nella cucina della ... (continua) LETTERE DA MILANO 1939 E’ quasi primavera ma Virginio, a Milano, lavora in uno studio sito in un seminterrato e vede il sole soltanto quando esce dal lavoro, alle dodici e trenta. “La vista mi si stanca” – scrive – “e temo l’umidità del locale….La vita qui costa in maniera fantastica. Il denaro scappa come ... (continua) FIRENZE - LA BETA FILM 1942 Poi, finalmente, nel 1942, ecco un lavoro per lui! (Immagine correlata) A Firenze, cercano un disegnatore di cartoni animati. Virginio si precipita alla Beta Film e viene assunto. Non sarà una gran paga, ma il suo cuore scoppia di soddisfazione pensando ai piccoli regali che potrà fare ... (continua) MONTIGIANO E FIBBIALLA Arrivano a destinazione nella tarda mattinata, con il sole già alto che batte spietato sul campanile dell’antica Chiesetta, circondata da campi aridi, coltivati a patate.. (Immagine correlata) La casupola che li ospiterà è piena di polvere ed infestata dalle pulci, che festeggiano i nuovi ... (continua) IL PREMIO LETTERARIO 1947 Sull’esempio della vicina Viareggio, nel 1947, un gruppo di giovani appassionati di “belle lettere”, fonda a Massarosa un “Premio Letterario”. Viginio presenta un proprio racconto, audace per quei tempi e molto moderno, che intitola “La luna precipita”. Uno spaccato di vita massarosese, ... (continua) SI TORNA A CASA (SI TORNA A CASA) Continua ancora per un po’ la solita vita: dormire sotto terra, patire la fame, stare in compagnia della paura, notte e giorno. Osservare dalla grata della piccola camera i soldati feriti che si rifugiano nella Chiesa, lì, sulle panche, come animali randagi. Ed infine, un giorno memorabile, con ... (continua) LA LUNA PRECIPITA (La luna precipita - di V. Bianchi) Racconto inedito di Virginio Bianchi . Presentato alla prima edizione del “PREMIO LETTERARIO MASSAROSA” nel 1947 con il Motto : BARBANERA. – Classificato al terzo posto in graduatoria. A Massarosa, caro paesano, il cielo s’affaccia al balcone degli olivi. (Immagine correlata) E’ un balcone ... (continua) ESTATE (Estate - Poesia di V.Bianchi) (Poesia di Virginio Bianchi) Frinisce la cicala nell’orto, sulla pergola bruna, sull’arsa limonaia – più d’una, più d’una – un’orchestra – un’orchestra ossessiva – un crescendo - nell’afa grigia degli aridi verdi, nella cenere della terra, sui tetti polverosi, sulla palma del giardino. La ... (continua) NOVITA' - MOSTRE E LETTERE 1955 Accade però che la figlia, ormai diciannovenne, prenda la tipica “sbandata” per un uomo di nove anni più grande e intenda frequentarlo, nonostante i divieti di Virginio. (Immagine correlata) Sono mesi di pianti e disperazione, litigi furibondi ed imposizioni insopportabili per la ragazza, ... (continua) AUTOPRESENTAZIONE DI VIRGINIO BIANCHI (Autopresentazione di V. Bianchi) Scritta dopo il 1957 Dopo un ventennio di rinunzie alle allettanti chiamate dell’arte, vuoi per complessi fisici, vuoi per complessi spirituali, ho ripreso i pennelli per sfogare l’intossicazione interna. Lontano da ogni conventicola, lontano dalle prediche, dai circoli più o meno culturali, ... (continua) IL CACCHIO (Il cacchio - Poesia di V. Bianchi) (Poesia di Virginio Bianchi) Ho in bocca, strappato alla pergola bruna, un cacchio; è aspro. Aspro come il verde tenero ed acerbo; amaro. Amaro come il primo verde delle cose. Aspro e amaro. Amaro come la tua bocca, tagliata nel fiele. Aspro come il tuo disprezzo, come i tuoi anni sfuggenti, ... (continua) CAMBIAMENTI - LA FAMIGLIA AREZZO – 28 MARZO 1960 Carissima Ghiga, ti scrivo in fretta. Il direttore della Galleria mi chiede foto delle opere per farle pubblicare sui giornali; ora tu vai al cassetto centrale della scrivania di camerina, dove c’è un portafogli ripieno di foto di paesaggi: prendile tutte e spediscile al ... (continua) IL FUNERALE (Il funerale - Poesia di V. Bianchi) (Poesia di Virginio Bianchi) E’ morto Brufolo, uomo onesto. Ora è lungo, disteso nella bara di pino, sulle spalle di amici dolenti. I preti lamentano preci: De profundis….. I parenti, le donne, gli amici, i finti amici, seguono la bara a capo scoperto… anche i calvi. De profundis… Le donne in ... (continua) ANIMA NERA (Anima Nera - Poesia di V. Bianchi) (Poesia inedita di Virginio Bianchi) Febbraio. Ancora bioccoli di neve sulla pergola; ma pochi: sui pali neri, sui sarmenti. Il muro dell’orto ha la muffa bruna, la patina verde, a toppe. Nei solchi bruni, il poco tenero verde di fili stenti, le foglie marce, nere, arricciate, hanno concluso la ... (continua) DOPO LA MORTE Da quella data, ogni qual volta le opere di Virginio Bianchi sono state esposte al pubblico, la sua figura ha acquisito dimensioni sempre più grandi. E il suo nome, per tutti quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerlo, significa una vita vissuta per “ l’ Arte” e un amore smisurato per tutte ... (continua) IL POETA SEPOLTO (Il poeta sepolto - Poesia di V. Bianchi) (Poesia inedita di Virginio Bianchi) Sepolto nella terra rossa ai margini del mare, tra i pini steccosi e le pozzanghere palustri, oso dilatare il fiacco respiro fino a te – cielo – mio cielo mai limpido, corrusco. Oso dilatare le orbite, l’ugola, fino a te – cielo – per chiederti – misterioso ... (continua) |
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