SCUOLA SERALE

(a Renato Santini)

La musica ondulata
s'increspa su bucìne di stagnola
da cui la luce sgorga
ed ombre sparge sui volti.
Corre l'occhio,
segue veloce o titubante il segno
in fogli d'anime bianche
dove la vita traccia un diagramma.

Sommesso un ridere,
un parlottio amichevole
accompagna nel gesto le teste chine
attento a non turbare
crescendi di chiaro-scuri,
armonie di volute
sbocciate tra le note sospese.

Renato docet
realizzando rapito
conscio ed inconscio.
I burattini appesi
sul retro di cassetti ribaltati
pensano sul papillon,
gli occhi fissi a una domanda amletica:
"Anche questo è un problema?"

Trenta persone intorno agli straccali,
alle scimmie del mare,
alla magica "stella di Natale"
non appassita ancora.
L'anatra da richiamo
ha un fascino legnoso sul piedistallo
quanto i falaschi in vaso.

Scorrazza in cielo l'Orsa
e una stella perduta
ha raggiunto i fiori sopiti,
in cascatelle tinnule
una nota titilla il rosso e il verde
e varia e muta, s'insinua
e crea, mista alle voci
sensazioni fuori dal tempo.

Ci ritroviamo, anima, in simili momenti
noi due sole,
le gemelle divise dall'onda di ritorno.
Noi eguali
che ripartiamo ancora alla pari
sulle creste spumose
per chissà dove...

Alberta Rossana Bianchi

"La serata popolare" opera di Virginio Bianchi
La musica ondulata
s'increspa su bucìne di stagnola
da cui la luce sgorga
ed ombre sparge sui volti.
"La serata popolare"
opera di Virginio Bianchi